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Alla casa Bianca

Donald Trump, i successi del presidente a un anno dalla elezione

8 Ottobre 2018

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Donald Trump, i successi del presidente a un anno dalla elezione

Sono stati 12 mesi, gli ultimi, che hanno cambiato l’America non solo al suo interno, ma anche sulla scena internazionale. Il bilancio e’ impressionante, ma i media non sono interessati a tirarlo, perche’ significa dare a Trump quello che e’ di Trump. Sommariamente, ecco che cosa e’ successo. Tirate voi le conclusioni.

Corea del Nord - Nel settembre 2017, all’Onu, Trump minaccio’ il regime di Kim Jong Un di “annientamento”, ed era il culmine della guerra verbale che aveva scatenato con il dittatore comunista nei mesi precedenti senza riguardi per l’etichetta (“Ho il bottone nucleare piu’ grande del tuo. E il mio funziona”). Le Olimpiadi invernali in Sud Corea sono state l’occasione della svolta, e il disgelo tra Kim e il governo di Seul, cogestito con la Casa Bianca, ha portato allo stop ai test nucleari e ai lanci dei missili nordcoreani. E poi al faccia a faccia di giugno tra Kim e Donald a Singapore, con la stesura di un documento di intenzioni sulla denuclearizzazione della penisola. Era uno sviluppo impensabile sotto i precedenti presidenti USA.

Sono seguite trattative su come realizzare un vero e pieno disarmo, ed e’ di oggi la notizia, data dal segretario di Stato Mike Pompeo da Seul, che il Nord Corea e’ pronto ad ammettere l’ingresso di ispettori internazionali nel suo impianto di test nucleari di Punggye-ri per verificare i progressi nello smantellamento. “Non appena sara’ risolta la modalita’ delle visite da un punto di vista logistico”, ha detto Pompeo “il presidente Kim ha dichiarato d’essere pronto a far entrare gli ispettori”. Cio’ dovrebbe permettere a Trump e a Kim di avere un secondo meeting, per far avanzare il processo di pace e di denuclearizzazioni della Corea. “Non siamo ancora a questo punto, ma siamo piuttosto vicini. Avremo discussioni piu’ frequenti e di livello piu’ alto tra i gruppi di lavoro delle due parti”, ha spiegato Pompeo. Al suo fianco c’era Moon Jae-in, presidente della Corea del Sud, che ha anticipato che un secondo colloquio diretto Usa-Corea del Nord fornirebbe una chance per “un decisivo passo in avanti nel processo di pace e di denuclearizzazione nella penisola coreana”.

Non tutto e’ risolto, ovviamente, ma che le mosse di Trump siano state alla base del cambio della posizione di Kim e’ innegabile. Non male per chi doveva essere “un guerrafondaio”, e per i suoi tantissimi critici inaffidabile e indegno di avere la valigetta nucleare a disposizione.

Economia USA - Nell’ottobre scorso, la sorte della riforma fiscale era piu’ che incerta, e l’idea dei tagli delle tasse veniva bollata come disastrosa. A dicembre 2017, il Congresso ha passato la legge con i soli voti del GOP, e da gennaio 2018 e’ partito un boom di disoccupazione, crescita del PIL, salita degli indici di Borsa, aumento dei profitti aziendali che ha prodotto record su record. L’ultimo, il 3,7% di tasso di senza lavoro, e’ un livello mai visto dal 1969. I neri disoccupati sono ora il 6%, giu’ dal 7% di un anno fa, e anche gli ispanici sono ai minimi storici. Niente male per uno che doveva portare l’economia Usa e mondiale al disastro. E che, ovviamente, e’ un razzista xenofobo.

Corte Suprema - Questa e’ una vittoria non condivisa dai DEM, ma per il presidente repubblicano aver aggiunto ora Brett Kavanaugh al precedente Neil Gorsuch (nel 2017) significa il rispetto di un impegno, preso con il Paese in campagna elettorale, di scegliere giudici di alta stima per il loro approccio costituzionalista in caso di posti vacanti nella piu’ alta Corte. Due nomine in meno di 20 mesi alla Corte Suprema sono un record che garantisce a Trump d’essere ricordato come un presidente efficiente, oltre che conservatore.

Trattati Commerciali - Donald Trump aveva promesso di uscire dal patto Nafta con Messico e Canada in campagna elettorale, e nella prima meta’ del 2017, appena entrato in carica, denuncio’ il trattato e avvio’ la procedura per una rinnovata intesa. Dal 16 al 20 agosto del 2017, il presidente messicano Enrique Peña Nieto e il primo ministro canadese Justin Trudeau si sono incontrati a Washington con Trump e poco piu’ di un anno dopo, la settimana scorsa, i tre leader hanno formalizzato i termini di un nuovo patto, l’USCMA, che ha migliorato gli interessi degli americani, soprattutto i contadini e gli operai del settore auto. Trump, dipinto come autarchico e nemico del libero commercio, si e’ rivelato quello che aveva sempre detto di essere: non un ideologo anti free trade, ma il CEO della America Corp. , mosso solo dalla volonta’ di successo per il paese che rappresenta e che ha nel DNA la fissazione di saper fare accordi vincenti.

Rating personale di approvazione - A leggere solo i media, Trump e’ in difetto di credibilita’ e di favore popolare da quando e’ stato eletto. E’ finito sotto inchiesta del procuratore Bob Mueller per la “collusione con la Russia”, ma in due anni nulla e’ stato trovato contro di lui, anzi e’ apparso sempre piu’ chiaro il complotto dello “stato profondo”, ordito dalla FBI e dal ministero della Giustizia obamiani, per far vincere la Clinton. I deputati DEM hanno gia’ presentato “articoli di impeachment” che useranno per cacciarlo se, tra 30 giorni, le elezioni daranno loro il controllo della Camera. L’esito del voto e’ incerto, con i sondaggi sulle preferenze dei partiti orientati a dare la Camera ai DEM ma a mantenere il Senato al GOP. Vedremo. Intanto, pero’, in questi ultimi 12 mesi, il paese non si e’ mosso in parallelo con la demolizione sistematica Never Trump delle tv e dei giornali del mainstream. Nell’ottobre del 2017 la media dei sondaggi curata da RCP (Real Clear Politics) dava un distacco di 15 punti tra chi era contrario a Trump e chi era favorevole. In dicembre 2017 il gap di condanna si era ampliato a 20 punti, che sembrava incolmabile. Oggi e’ ridotto a nove. E Rasmussen, il solo sondaggista che diede vincente Trump nel novembre 2016, gli ha attribuito il 51% di favorevoli e il 47% di contrari due giorni fa. L’America legge dunque tra le righe, e comincia a vedere un presidente molto diverso da come lo presentano il New York Times e compagni?

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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