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Rashida, le prime follie della deputata dem islamica: gli insulti a Trump alla cena di Soros

8 Gennaio 2019

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Rashida, le prime follie della deputata dem islamica: gli insulti a Trump alla cena di Soros

E’ bene conoscere meglio le nuove deputate ultra' del partito Democratico, perche' sono destinate a occupare uno spazio politico, diciamo cosi’ “di frontiera”, nel Congresso USA del biennio 2019-2020. Di Alexandria Ocasio-Cortez, membro dei Democratici Socialisti, abbiamo gia’ scritto varie volte perche’ e’ stata eletta a New York battendo uno stagionato papavero DEM e la ex barista,  a 29 anni, e’ la piu’ giovane, e la piu’ bella e fotogenica, delle nuove leve (lo so, sto sfidando l’accusa di ‘sessismo’... ). Alexandria ha subito catturato l’interesse mediatico della stampa mainstream, ma anche nostro perche’ le sue proposte sono tanto “rivoluzionarie” – universita’ gratis per tutti, mutua gratis per tutti, garanzia del posto e dello stipendio per tutti, abolizione dell’agenzia ICE che protegge i confini ed eliminazione totale di petrolio, gas naturale, carbone, nucleare per la produzione di energia domestica, agricola e industriale usando solo fonti alternative – che un partito Democratico cosi’ orientato farebbe invidia a Rifondazione Comunista (o come si chiama ora). Piu’ si estende una simile deriva nel partito di Biden, si puo’ ragionevolmente credere, piu’ il GOP puo’ sperare di apparire come il partito del buonsenso agli americani normali. E Alexandria, ecco la notizia, non e’ sola. Ha una compagna che compete con lei per la visibilita’ nel mondo radicale, e che sta avendo un crescente successo. Si chiama Rashida Tlaib, 42 anni, musulmana palestinese- americana, e viene dalla provincia americana essendo stata eletta a Detroit, in Michigan, Stato con la maggiore concentrazione di islamici.

Nel primo giorno in cui Rashida ha preso il posto in Parlamento non ha perso tempo: ha giurato di mattina sul Corano la fedelta’ alla Costituzione, e ha promesso di sera, a un evento di MoveOn.org di George Soros in cui si e’ presentata avvolta nella tradizionale “thobe” palestinese, “faremo l’impeachment a quel motherfuck**r (figlio di p.naNDR)”. Quando qualche timidissima voce, anche nelle file dei DEM, ha eccepito sul crudo linguaggio, Rashida non ha fatto una piega e ha rifiutato di ritirare l’offesa volgare. Del resto, per capire il clima di intimidazione che la fazione di sinistra ha imposto al partito di J.F.Kennedy, la neo Speaker Nancy Pelosi l’ha subito difesa dicendo “non e’ affare mio censurare i colleghi per come si esprimono”.

Tlaib e’ una dei diversi deputati che fanno parte dei “Justice Democrats”, il gruppo a cui e’ associata pure la Ocasio e i cui membri portano avanti la linea di estrema sinistra citata sopra e puntano a rimpiazzare gli attuali deputati Democratici bianchi e maschi con candidati “diversi” per genere, razza, e religione. Con una corposa eccezione al galateo politicamente corretto, naturalmente: il rispetto per gli ebrei e per Israele. Alla cerimonia del proprio giuramento Tlaib e’ stata infatti festeggiata anche da Linda Sarsour, la leader della Marcia delle Donne di Washington che ha uno stretto legame con la Nation of Islam di Louis Farrakhan, gruppo storico notoriamente antisemita ed antibianco.

Non stupisce quindi che Rashida, come prima dichiarazione, abbia attaccato la proposta di legge che Marco Rubio ha presentato in Senato per proteggere aziende ed enti americani che fanno affari, scambi e investimenti con l’alleato Israele. Il provvedimento, firmato da Rubio e dal senatore James Risch dell’Idaho, specificamente tutela i lavoratori e le imprese di Stati in cui erano stati votati, dalle relative amministrazioni Democratiche, misure di boicottaggio ad Israele che vanno sotto lo slogan BDS (Boycott, Divestment and Sanctions, ossia Boicotta, Disinvesti e Imponi Sanzioni ad Israele).

Rashida ha attaccato i repubblicani dicendo “che hanno dimenticato quale paese rappresentano. Qui siamo negli USA dove il boicottaggio e’ diritto e parte della nostra storica lotta per la liberta’ e l’eguaglianza”. Ma Rubio ha controbattuto prontamente: “Questo riferimento alla ‘doppia lealta’ ’ e’ una classica battuta anti-semita. Il movimento BDS non ha niente a che fare con la liberta’ e l’uguaglianza, ma riguarda soltanto la distruzione di Israele”. 
Al programma degli estremisti radicali in economia e ambiente caldeggiato dalla Ocasio mancava il capitolo antisemita in politica internazionale. E Rashida  Tlaib ha subito colmato il vuoto.
 
Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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