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Donald Trump, il capolavoro sul Venezuela: ruba ai Dem il ruolo di paladini dei deboli

19 Febbraio 2019

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Donald Trump, il capolavoro sul Venezuela: ruba ai Dem il ruolo di paladini dei deboli

Donald Trump ha trovato una battaglia ideologica che lo potrà aiutare nel 2020, e ieri l’ha presentata direttamente agli interessati. Parlando alla Florida International University di Miami ad un comizio incentrato sulla politica estera, davanti a una folta rappresentanza di membri della comunità venezuelana, ha dichiarato che "l'attuale percorso verso la democrazia è irreversibile" e ha lanciato un proclama di tono reaganiano quando ha detto "il socialismo sta morendo" in tutto il mondo.

La Florida del Sud ospita oltre 100mila venezuelani e venezuelani-americani, la più grande concentrazione del paese, destinata a svolgere un ruolo importante nelle prossime elezioni, lo stesso ruolo che hanno giocato gli esuli cubani nei decenni passati a favore del GOP.

In un solo attacco, il presidente repubblicano  ha accomunato i regimi dispotici dl Venezuela, di Cuba e del Nicaragua ai Democratici nel Congresso USA. Senza nominarli, tanto sono ormai noti per la sbandata a sinistra sotto la leadership del vecchio senatore socialista Bernie Sanders  e della 29enne deputata Alexandria Ocasio-Cortez, Democratica  Socialista. Proprio oggi, Sanders e' entrato ufficialmente in gara con il suo programma di sanita' e scuola per tutti, e di stipendio garantito minimo di 15 dollari orari, che erano state le promesse socialiste fatte da Chavez-Maduro e che hanno portato il Venezuela ricco di petrolio alla catastrofe umanitaria in 15 anni. 

"Sappiamo che il socialismo non ha niente a che fare con la giustizia”, ha detto Trump. “Si sa che non e’ una questione di uguaglianza. Che non si tratta di dare aiuto ai poveri. C’e’ una cosa sola che conta: il potere per la classe dirigente. E più potere ottengono, più ne cercano. Vogliono gestire tutto: l’assistenza sanitaria, i trasporti, la finanza, l’energia, l’istruzione. Vogliono il potere di decidere chi vince e chi perde, chi è in alto e chi è in basso, che cosa è vero e che cosa e’ falso. E anche chi vive e chi muore."

I Never Trump che si erano abituati ad avere di fronte un personaggio senza principi, ora si trovano davanti un conservatore informato che dice le cose giuste. Sta ai Never Trump rinnegarle, se vogliono essere sempre e soltanto contro il presidente.  Oppure devono prendere atto che, oltre ad aver tagliato le tasse, oltre ad aver deregolamentato alla grande riducendo il Big Government,  oltre ad aver nominato due giudici supremi costituzionalisti che erano in cima alle loro preferenze, oltre ad aver spostato l’ambasciata USA a Gerusalemme, adesso Trump fa anche l’anticomunista e l’antisocialista DOC, difensore del sistema di valori del capitalismo democratico occidentale.

"Conosciamo la verità sul socialismo a Venezuela, a Cuba, in Nicaragua e in tutto il mondo”, ha proseguito il presidente americano. “Il socialismo promette prosperità, ma provoca povertà. Il socialismo promette l'unità, ma genera odio e scatena la divisione. Il socialismo promette un futuro migliore, ma ritorna sempre agli esiti più oscuri del passato, che non falliscono mai, che capitano sempre. Il socialismo è un'ideologia triste e screditata, radicata in una totale ignoranza della storia e della natura umana. Questo e’ il motivo per cui il socialismo, alla fine, deve sempre dare origine alla tirannia, che e’ cio’ che fa. I socialisti professano l'amore per la diversità ma insistono sempre a praticare l'assoluta conformità ".

Mentre la folla cantava "USA" “USA” “USA”, il consigliere per la sicurezza John Bolton, che affiancava sul palco Trump e la First lady Melania, ha affermato nel suo intervento: "Il popolo del Venezuela e’ sul ciglio della storia, pronto a reclamare il proprio paese e il proprio futuro. Non molto tempo fa, il Venezuela era la nazione più ricca di gran lunga in Sud America, ma anni di dominio socialista l’hanno portata sull'orlo della rovina”.

"I risultati sono stati catastrofici", ha aggiunto Trump. "Quasi il 90 per cento dei venezuelani ora vive in povertà: nel 2018 l'iperinflazione in Venezuela ha superato il milione per cento, la penuria estrema di cibo e medicine affligge il paese, il socialismo ha devastato così tanto questo grande paese che persino le maggiori riserve petrolifere del mondo non sono più in grado di tenere accese le luci. Quando il Venezuela sara’ libero, e Cuba sara’ libera, e il Nicaragua sara’ libero, questo diventerà il primo emisfero libero in tutta la storia umana", ha detto Trump.

Il presidente USA, dopo aver ribadito che Guaido’ e’ il legittimo presidente del Venuezuela, si e’ rivolto alle forze armate venezuelane, che potrebbero giocare un ruolo decisivo nello stallo. L'esercito venezuelano è rimasto in gran parte fedele a Maduro, e Trump ha detto ai militari venezuelani che "hanno una scelta chiara davanti: o lavorano per la democrazia, per il loro futuro e il futuro delle loro famiglie, o perderanno tutto ciò che hanno". I militari controllati da Maduro hanno impedito agli Stati Uniti di trasferire le tonnellate di aiuti umanitari trasportati in aereo nei giorni scorsi al confine colombiano con il Venezuela. "Sfortunatamente, il dittatore Maduro ha bloccato questo aiuto salvavita vietando l’ingresso nel paese, preferendo vedere la sua gente morire di fame, piuttosto che aiutarli", ha detto Trump. "Milioni di venezuelani stanno morendo di fame e sofferenza mentre una piccola cricca saccheggia il regime. Sappiamo chi sono e sappiamo dove tengono i miliardi di dollari che hanno rubato".

Il governo USA ha gia’ messo sotto sanzioni economiche decine di dirigenti del governo Maduro, e con il recente riconoscimento  del nuovo presidente Guaido’ la stretta diventera’ sempre piu’ penalizzante e severa.  

 di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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