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Rosso spinto

La sbandata socialista dei democratici per salvare il pianeta

18 Marzo 2019

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Bernie Sanders

I Democratici stanno sbandando verso il socialismo come soluzione per il pianeta? Trump risponde con un appello terra-terra di incoraggiamento ai sindacalisti perche’ lottino per ottenere la riapertura di uno stabilimento della General Motors in Ohio. La campagna presidenziale non e’ mai sospesa negli Stati Uniti, e anche se ora mancano 19 mesi al voto si vede gia’ su che cosa puntera’ Trump: mantenere e rafforzare la coalizione di operai e classe medio-bassa che l’ha sostenuto negli Stati cruciali della fascia proletaria e contadina del MidWest - Ohio, Wisconsin, Massachusetts, Michigan, Indiana. I Democratici, dai socialisti dichiarati alla Bernie Sanders e Alexandria Ocasio Cortez agli altri piu’ moderati ma timorosi a dirsi capitalisti, hanno il problema impossibile di recuperare terreno in quello strato di “deplorevoli” e di “dimenticati” dei colletti blu senza laurea.

I DEM sono sempre piu’ paralizzati dalla correttezza politica e dalle relative “religioni” e tabu’ che dominano nelle metropoli liberal, nei media e nelle universita’: la diversita’ razziale ed etnica, il femminismo, l’omosessualita’, l’omofobia, l’islamofobia, l’antisemitismo (odiare gli ebrei e Israele e’ un disprezzo ormai mainstream tra i Dem in Congresso, dopo che non hanno saputo condannare e punire la neo-deputata islamica che aveva fatto professione pubblica di antisemitismo). Non c’e’ spazio per altre battaglie. Cosi’, a creare e a difendere i posti di lavoro ci ha pensato finora Trump, e i numeri gli stanno dando ragione. E cosi’ non molla. “General Motors e l’UAW (sindacati dei lavoratori dell’auto NDR) prevedono di iniziare i colloqui in settembre/ottobre”, ha twittato oggi Trump. “Perche’ aspettare? Cominciate subito! Io voglio che i lavori rimangano negli USA e voglio che lo stabilimento di Lordstown (Ohio), durante una delle migliori economie nella nostra storia, stia aperto o sia venduto a una azienda che lo riapra al piu’ presto! Le compagnie automobilistiche stanno tornando negli Stati Uniti. Cosi’ fa chiunque altro. Noi ora abbiamo la migliore Economia nel Mondo, l’invidia di tutti. Fate si’ che quel grande, bello stabilimento in Ohio apra ora. Chiudete un impianto in Cina o in Messico, dove avete investito cosi’ tanto nell’era pre-Trump, ma non negli USA. Portate a casa i posti di lavoro!”.

Lo scorso novembre la General Motors aveva annunciato un piano per tagliare 15mila posti e chiudere gli stabilimenti di Lordstown, di Detroit-Hamtramck in Michigan e di Oshawa in Canada. Il corrente contratto tra GM e UAW scade in settembre, ma Trump spinge per accelerare le trattative nella speranza che la Ceo di GM Mary Barra, alla quale Trump aveva direttamente espresso la sua ostilita’ alla decisione dell’azienda nei mesi scorsi, trovi una soluzione indolore per il futuro dei dipendenti minacciati di licenziamento. "La sorte finale degli stabilimenti sara’ risolta dai colloqui tra GM e UAW”, ha detto l’azienda automobilistica al sito The Hill, e il presidente non ha fatto anche stavolta mistero di tifare ad alta voce per i lavoratori.

Trump, nei sondaggi, continua ad avere una maggioranza assoluta di americani che lo giudicano negativamente. La media curata da RCP gli da’ oggi il 53,9% di contrari e il 42.6% di favorevoli. Quello che nessuno puo’ dire, nemmeno tra i suoi critici piu’ acuti, e’ che non sia sincero e inflessibile nel suo ruolo di miliardario che difende i piu’ bisognosi e che e’ diventato il paladino dei lavoratori in tuta. I sindacati faranno fatica a dimenticarselo.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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