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Scatenata

Alexandria Ocasio Cortez ossessionata da Donald Trump: ora vuole l'impeachment

20 Aprile 2019

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Alexandria Ocasio Cortez

La notte non ha portato consiglio ai Democratici radicali, ossessionati da Trump. Dopo aver letto il Rapporto Mueller che assolve il presidente dalle due accuse di collusione con i russi e di ostruzione della giustizia, Alexandria Ocasio Cortez ha annunciato con un tweet che firmera’ la risoluzione per l’impeachment del presidente: “Il rapporto Mueller e’ chiaro nel dare al Congresso la responsabilita’ di investigare l’ostruzione della giustizia da parte del presidente. Il nostro lavoro e’ quello descritto nell’Articolo 1, Sezione 2, Clausola 5 della Costituzione USA. Per questo, io firmero’ la risoluzione per l’impeachment depositata dalla deputata Rashida Tlaib”. Tlaib e Ilhan Omar sono le due deputate islamiche elette nel novembre scorso, recentemente alla ribalta della cronaca per le dichiarazioni antisemite che hanno imbarazzato il partito di Chuck Schumer. Ma il capo della minoranza DEM al Senato, ebreo, che non ha nemmeno avuto l’ardire di criticare le due compagne in Congresso. Con AOC, le due islamiche costituiscono il nucleo di punta dei Democratici Socialisti, sempre piu’ una spina nel fianco dell’establishment Democratico.

Nancy Pelosi, la Democratica Speaker della Camera, ha cercato per mesi di circoscrivere l’influenza politica di AOC e compagnia, ma l’avvio della procedura di impeachement e’ uno strappo non aggiustabile. Prima Pelosi aveva ridicolizzando il New Green Deal in un’intervista : “Il sogno verde o comunque lo chiamano, nessuno sa che cosa e’… ma loro sono a favore”. Piu’ di recente ha detto “ma saranno cinque” alla intervistatrice della CBS che aveva parlato di divisione tra moderati e progressivi nel partito. Nel merito dell’impeachment, seriamente, Pelosi lo aveva gia’ definito “una perdita di tempo” e “un regalo a Trump”, a meno che anche l’intero GOP, o almeno una forte quota di parlamentari e di opinione pubblica repubblicana, non sia d’accordo. Il rapporto Mueller non era ancora pubblico quando Pelosi fece questa dichiarazione. Ora che e’ uscito, il suo esito assolutorio ha di sicuro cementato la Speaker nella sua opposizione. Letto il Rapporto, Steny Hoyer, il capo della maggioranza DEM alla Camera, ossia il numero 2 dietro Pelosi, ha infatti detto alla CNN: “Basandoci su quello che abbiamo visto fino ad oggi, a questo punto non vale la pena andare avanti con l’impeachment. Molto francamente, c’e’ un’elezione fra 18 mesi e il popolo americano dara’ il suo giudizio”. Pelosi e Hoyer sanno che se la base dei Democratici, aizzata da AOC, spingera’ il partito a combattere una battaglia persa, le chance di vittoria di Trump, assolto ora formalmente dalle accuse di aver commesso alcun crimine, aumenteranno da qui al novembre 2020.

Comunque, il presidente puo’ fare affidamento non solo sui radicali-socialisti che danno del partito DEM l’immagine di politici estremisti che vogliono estromettere un presidente legittimo al 100%, ma anche sui Democratici che guidano le commissioni camerali sulla giustizia. Jerry Nadler, presidente della Commissione Giustizia, ha detto che il Rapporto “evidenzia prove imbarazzanti che Trump si e’ impegnato a ostruire la giustizia” e ha ingiunto al ministro della Giustizia William Barr di togliere le censure al testo, ben sapendo che sono imposte dalla legge. E per Adam Schiff, presidente della Commissione Intelligence, “il Rapporto di Mueller non e’ un’assoluzione di Trump, ma una condanna”.

Anche secondo la senatrice Elizabeth Warren, candidata presidente, la Camera deve avviare al piu' presto la procedura di impeachment. Una simile retorica non fara’ che infiammare la base dei DEM, rafforzare i Socialisti Democratici nel partito, condizionare i candidati presidenti DEM che dovranno mostrare d’essere assatanati contro Trump per vincere le primarie. Il presidente, invece di essere affondato da Mueller, scopre ora che l’esito dell’inchiesta sta radicalizzando a sinistra i suoi oppositori. A suo beneficio, e senza che lui debba fare nulla.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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