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il caso

Donald Trump, Mike Pence e la "resistenza" di atei e satanisti

30 Aprile 2019

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Donald Trump, Mike Pence e la "resistenza" di atei e satanisti

Ci mancavano loro, gli atei americani piu’ assatanati che avevano fondato, per ironico che suoni, un loro Tempio (Satanico) nel 1913 per combattere le religioni, e su tutte la cristianita’. Ora anche il “Satanic Temple” USA si e’ arruolato apertamente nella Resistenza al presidente e al suo vice Mike Pence, ed e’ sceso in campo per sloggiarli dalla Casa Bianca alle elezioni del 2020.

Dalla sua fondazione, il Tempio a-religioso si era distinto per accogliere chiunque credesse nelle azioni politiche “secolari” e odiasse la destra politica-culturale. Organizzativamente, celebrava Messe Nere all’insegna del Demonio ed era ritenuto per quello che era: un gruppo fanatico, bizzarro, estremo nella sua estetica provocatoria e blasfema, che per loro e’ un complimento.

Ma questo era il passato, era il mondo prima di Trump: quando i “riti demoniaci” si praticavano “underground”, di nascosto, cercando di evitare un’eccessiva visibilita’. Oggi e’ diverso: la lotta che il Tempio Satanico sta conducendo contro la morale cristiana “richiede un livello di partecipazione politica”. Ossia, una crescente pubblicita’ ed esposizione.

Riporta il Daily Mail, citando la nuova impostazione spiegata dal cofondatore e portavoce del Tempio Satanico Lucien Greaves, che ha parlato ai giornalisti davanti alla Universita’ di Boulder Colorado: “Tradizionalmente, i seguaci del Satanismo praticavano in privato, a porte chiuse, con le candele nere e al suono della musica nera metallica. Ma ora che la filosofia Satanica si e’ trasformata, e che il Satanismo si trova a rappresentare la ribellione contro un’autorita’ arbitraria, noi pensiamo che cio’ richieda un livello di partecipazione politica. Credo che abbiamo bisogno di entrare nella sfera pubblica e di presentarci per quello che siamo, senza avere vergogna”. Secondo quanto riportato dallo stesso gruppo, “il Tempio Satanico ha attratto ‘migliaia’ di nuovi membri nelle prime 36 ore dopo l’elezione di Donald Trump, un picco di registrazioni mai visto prima. Fino al novembre 2016, dalla sua fondazione il gruppo aveva raccolto circa 50 mila iscritti”.  Ha detto Greaves nel suo discorso pubblico in Colorado: “Oggi siamo definitivamente un movimento di resistenza. Ci sentiamo in netta opposizione all’idea che dobbiamo unificarci sotto un singolo messaggio religioso”.

La sinistra liberal ha subito colto il segnale, e sta incoraggiando il flirt dei Satanisti. “Satan sta avendo il suo momento” (di gloria, sottinteso) ha titolato l’Huffington Post un articolo sul Tempio. E “Hail Satan?” e’ il nome di un documentario sulle sorprese positive che scopre chi guarda da vicino al movimento: “Oggi l’organizzazione e’ in parti uguali una religione dei tempi moderni, una coalizione di attivisti politici e una rivoluzione meta culturale. Rivendicando l’iconografia pop che ha sempre terrorizzato l’America evangelica – il culto del diavolo, i riti sacrificali, le corna, i pentagrammi, le cosiddette Messe Nere – il Tempio Satanico punta a catturare l’attenzione della gente e poi sorprenderla con un messaggio di liberta’ di pensiero, di compassione, di liberta’ e di giustizia per tutti”.

L’intento degli antitrumpisti e’ di presentare i Satanisti, gli ultimi alleati, come una bene intenzionata organizzazione civica che lotta per la “giustizia sociale” e per “la liberta’ di parola”, quando e’ ovvio che il tratto condiviso tra il Tempio ateo e i liberal e’ il disprezzo ormai paranoico di tutto cio’ che suona “cristiano”, a partire dal Natale. In una intervista pubblicata dal sito The Daily Beast (sinistra radicale), Greaves, che e’ ormai diventato un coccolo dei Never Trump, ridicolizza il presidente e condanna il suo vice: “Trump e’ troppo stupido per poter prevedere le sue mosse; questo tizio non ha alcuna idea dei suoi limiti. Cio’ che comunque mi tranquillizza di Trump e’ che non ha una visione. Mike Pence invece mi fa veramente paura: ha una chiara, teocratica visione per gli Stati Uniti”.

Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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