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Il buco nero

Donald Trump e gli immigrati: il presidente (fermo al palo) rilancia

17 Maggio 2019

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Donald Trump e gli immigrati: il presidente (fermo al palo) rilancia

Trump ha presentato il suo piano per la riforma dell’immigrazione, un insieme di misure “di buon senso”, come le ha definite dal Rose Garden della Casa Bianca, che manterranno l’America “un paese in cui gli immigrati sono benvenuti”. Saranno i due partiti alla Camera (dove comandano i DEM) e al GOP (dove comanda il GOP ma senza la supermaggioranza di 60 seggi) a decretarne il successo legislativo, e la previsione di un passaggio agevole non la fa nessuno. A 18 mesi scarsi dal voto, la mossa del presidente e’ destinata piuttosto a mostrare al paese come sia evoluta la sua posizione sul tema dell’immigrazione rispetto al 2015-2016. Allora lancio’ la provocazione del Muro per tenere fuori “i messicani spacciatori e stupratori”, toccando un nervo scoperto nell’opinione pubblica pro law & order, ma scandalizzando sia l’establishment politico di sinistra sia quello tradizionale Repubblicano. Sappiamo come e’ finita: ha stravinto le primarie e poi e’ entrato di slancio alla Casa Bianca grazie ai “deplorevoli” operai snobbati dai liberal e dalla Hillary.
Oggi Trump e’ un presidente in carica da due anni e mezzo, con un bagaglio di vittorie da sventolare nella prossima campagna (due giudici supremi conservatori alla Corte Suprema; un’economia con il PIL in crescita, l’occupazione a livelli record e la borsa in gran forma; le imprese e le famiglie che stanno sfruttando la deregolamentazione e i tagli alle tasse). Sull’immigrazione clandestina, pero’, il presidente e’ ancora al palo: senza Muro e con l’invasione delle famiglie disperate dai paesi centro-americani che premono a sud. Paradossalmente, la crisi e’ piu’ acuta oggi rispetto al 2016, aggravata dal miraggio ancora piu’ abbagliante che e’ prodotto dal brillante stato attuale della economia USA. Eppure, il presidente si prepara alla corsa per il bis non puntando piu’ sulla sola aspra denuncia degli irregolari, ma vestendo i panni di un riformatore sensibile alla storia americana, alle ragioni delle imprese, e ai suggerimenti del personale della sua amministrazione incaricato di far rispettare le leggi.
“Il mio piano e’ costruito sulla ricca storia d’immigrazione del nostro paese”, ha detto Trump. “E’ una proposta pro-americani, pro-immigranti e pro-lavoratori. E mi spiace dire che non e’ stata sviluppata dai politici, ma studiata con significativi input dei professionisti delle forze dell’ordine”.
Ecco i punti salienti dell’iniziativa presidenziale. Non e’ ancora nella forma di una legge da votare, ma rappresenta nero su bianco la nuova filosofia sulla immigrazione di Trump. La usera’ da qui al novembre 2020 nella campagna elettorale per dimostrare che non e’ uno xenofobo razzista becero, come lo dipingono gli avversari, ma uno statista che rispetta gli immigrati legali. Anzi ne incoraggia l’arrivo perche’ sono indispensabili per fare ancora piu’ grande l’America.
*Il piano prevede il mantenimento del numero di stranieri abilitati legalmente a venire a vivere e lavorare in America (ora sono circa 1,1 milioni), ma cambia radicalmente la proporzione tra ingressi di persone con capacita’ e merito, e gli immigrati ammessi sulla base di legami familiari o estratti a sorti con la “lotteria delle carte verdi”.
*Il numero di carte verdi assegnate oggi a parenti non diretti ammonta al 66% del totale, e sara’ ridotto pesantemente.
*Verra’ eliminata la lotteria per la “diversity”, che oggi assegna le carte verdi “a caso”, per estrazione a sorte, a cittadini di paesi designati che fanno domanda.
*Oggi la percentuale delle carte verdi attribuite sulla base del merito e’ pari al 12%. Sara’ creata una nuova categoria di visti, chiamata Build America Visas (Visti per Costruire l’America) che costituira’ il 57% delle carte verdi del futuro. “Attualmente”, ha spiegato Trump, “solo il 12% degli immigranti legali viene ammesso sulla base del merito e delle capacita’ professionali. In paesi come il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda e altri la percentuale va dal 60% al 75%. Le nostre regole attuali sono senza senso e non ci permettono di dare preferenza a dottori, ricercatori, studenti che si diplomano con voti altissimi nelle migliori universita’ del mondo. Discriminiamo contro il talento, contro gente brillante”.
*Per stabilire le graduatorie dei meritevoli si terra’ conto dell’eta’, del livello di conoscenza dell’inglese e delle offerte d’impiego per lavori ben pagati.
*Il Muro non e’ dimenticato, comunque, ma sara’ costruito solo in “punti mirati”.
*I punti di ingresso sul confine saranno rafforzati, con un esame piu’ attento di auto e persone grazie ad una migliore tecnologia che sara’ finanziata dal rincaro delle commissioni burocratiche.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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