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The squad

I 4 seggi delle pasionarie radicali democratiche sono davvero blindati?

31 Luglio 2019

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I 4 seggi delle pasionarie radicali democratiche sono davvero blindati?

I distretti in cui le 4 pasionarie radicali – The Squad (Alexandria Ocasio Cortez, Ihlan Omar, Ayanna Pressley e Rashida Tlaib) – sono state elette nel 2018 sono tradizionalmente ultra sicuri per i Democratici. L’enorme attenzione che hanno generato su se stesse da quando sono in Congresso, per meta’ grazie alle loro proposte ultra’ (l’assurdo Green New Deal della Ocasio) o alle sparate antisemite (delle islamiche Tlaib e Omar), e per l’altra meta’ per gli attacchi diretti sferrati contro di loro dal presidente con i suoi tweet (Se odiano l’America, perche’ non se ne vanno?), ne hanno fatto dei personaggi di primo piano nella politica ‘urlata’ attuale.

Ma se da una parte le 4 radicali influenzano pesantemente la linea e l’immagine del partito Democratico (e cio’ inquieta la Speaker Nancy Pelosi mentre fa molto piacere a Trump), dall’altra stanno risvegliando l’opposizione nei loro distretti. Un ‘normale’ Democratico non ha mai problemi a vincere in citta’ a forte connotazione liberal, ma i ‘Socialisti Democratici’ che sono balzati alla ribalta nelle ultime elezioni, spazzando candidati dell’establishment nelle primarie DEM come ha fatto la Ocasio nel Bronx, hanno conquistato una visibilita’ tale da generare reazioni impensabili nella sonnolente atmosfera politica di quartieri rassegnati al mono-partito, come quelli di New York o delle zone islamiche del Minnesota e del Michigan che hanno eletto la Omar e la Tlaib. Ecco, quindi, che a 15 mesi dal voto del novembre 2020 in cui puntano alla riconferma, due della Squad hanno gia’ trovato chi cerchera’ di negargliela.

Uno e’ Chris Kelley, un passato da eroe. Chris ha collezionato 11 medaglie nei suoi 27 anni di carriera militare e ha nel curriculum 36mila ore di pattugliamenti in Minnesota quale agente della polizia di Minneapolis. Ora si mette al servizio della politica, correndo da Indipendente nel Distretto N.5, rappresentato dalla Omar. A far scattare la decisione di contrastare il seggio alla DEM e’ stata la controversia scatenata, nel marzo scorso, dalla frase negazionista della Omar a proposito dell’11 settembre 2001. Quando, disse lei, “certa gente fece qualcosa”. La trivializzazione di un atto esecrabile che provoco’ tante vittime innocenti, uscita dalla bocca di una musulmana, colpi’ profondamente Kelley. “L’11 Settembre fu una terribile perdita di vite, non solo per gli agenti e i pompieri e chi accorse per aiutare. Uccise 3000 persone pacifiche, e usare un tono dismissivo per parlarne e’ stato oltraggioso. Potevo starmene in silenzio o lamentarmi, oppure potevo decidere di fare qualcosa”, ha detto Kelley annunciando su Fox la sua corsa come Indipendente. La deputata Omar, a suo avviso, si e’ curata solo di accrescere la propria “celebrita’” invece di dedicarsi al distretto che l’ha eletta. “ Da ex militare, io sono qui per servire e non per aumentare il mio status. Voglio fare un buon lavoro per la gente che rappresento e non ho una agenda personale”, ha detto Kelley, che ha partecipato a una missione durante Desert Storm e due volte come analista a Operation Iraqi Freedom, e ha un master in Leadership in Giustizia Criminale della Universita’ Concordia di San Paul. “Ho la passione di servire e voglio solo poter continuare a farlo”, ha detto.

Contro Ocasio Cortez, a New York, ha pensato di impegnarsi Ruth Papazian, 61 anni, nata nel Bronx e di origini egiziane. Giornalista nel campo medico, ha la tessera repubblicana ma non ha trascorsi da militante politica. “E’ chiaro che se non fossi entrata io in lizza per combattere per il nostro distretto, saremmo finiti con un altro passivo candidato repubblicano che nemmeno si sarebbe impegnato a fare la campagna”, ha detto nell’intervista a Fox con cui ha lanciato la sfida. “Ocasio Cortez non ha mai vissuto nel quartiere da quando era una bambina. Quelli di noi che sono veramente radicati qui, e ancora oggi ci vivono e si preoccupano per il futuro, hanno bisogno di qualcuno che li rappresenti veramente”. Ocasio Cortez ha usato il condominio nel Bronx del padre defunto come suo indirizzo per la registrazione elettorale dal 2012.

Papazian, figlia di un immigrato egiziano che ora vive con la madre vedova, ha accusato la Ocasio di non rispondere mai alla gente del distretto, “che hanno domande serie sulle sue politiche irrealistiche e impraticabili”. La repubblicana dice che “Ocasio ha una sede nei Queens sotto-staffata, e quando gli abitanti chiamano il suo ufficio al Congresso di Washington per chiedere aiuto trovano la registrazione che la casella e’ piena”. La Ocasio e’ stata l’artefice del fallimento dell’arrivo di Amazon che avrebbe portato 25mila posti di lavoro nei Quens, e i sondaggi locali dicono che una forte maggioranza e’ scontenta per la perdita. Papazian spera di coagulare consensi contro la Ocasio anche per questa occasione mancata.

Il GOP non puo’ comunque farsi soverchie illusioni a New York, perche’ il vantaggio numerico di partenza dei DEM e’ di 7 iscritti contro ogni Repubblicano. Le due sfide alle estremiste della Squad sono pero’ l’espressione che qualcosa si sta risvegliando, tra la gente comune che non fa politica, anche nelle isole ultraliberal, proprio come risposta contro la radicalizzazione dei DEM. Si parla tanto di entusiasmo giovanile e socialista che sospingerebbe Bernie Sanders, Kamala Harris ed Elizabeth Warren, ma non sottovalutiamo la reazione contraria che sta creando.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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