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Il grande no

Michael Moore boccia tutti i suoi compagni di partito

3 Agosto 2019

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Michael Moore

Michael Moore non e’ stato carino con i suoi compagni di partito. Loro si stanno sbattendo a colpi che piu’ sinistri non possono essere nei dibattiti Tv pre-primarie per trovare il candidato giusto per la nomination, e lui in un talk show di commento sul canale MSNBC li ha bocciati tutti. Finora aveva sempre detto di essere un fan di Bernie Sanders, socialista di nome e di fatto, ma ora non gli va bene piu’ neppure quello. Moore vuole Michelle Obama nella zuffa, perche’ e’ una street fighter, una combattente da risse di marciapiede. Solo lei puo’ “schiacciare” Trump, pensa il regista che dopo essere quasi crepato di dolore e delusione per aver visto vincere due volte George W. Bush, adesso e’ terrorizzato dall’idea di un bis di Donald Trump. Chiaramente, Moore non sopporta che Joe Biden sia (per ora) il favorito nei sondaggi, convinto che un bianco, moderato, vecchio, sia un perdente sicuro nel 2020. “Diamo spazio alla base Democratica di gente giovane, donne e persone di colore. La cosa peggiore e’ fare i moderati, andare al centro, e pensare che questo sia il modo per vincere. Questo e’ il modo in cui perderemo. Accadra’ ancora se non scegliamo e puntiamo sul candidato giusto”, ha detto il Premio Oscar. “Ci vuole un Americano amato dalla gente che non sia un tipo di persona interna al circolo dei politici, ma piuttosto chi sapra’ essere un combattente da marciapiede e lottera’ per quella maggioranza del 70% che ci fara’ riprendere la Casa Bianca”. Come dire che la ventina di DEM che sono scesi in campo sono scartine, non hanno chance.

Alla ovvia domanda del giornalista su chi possa essere il candidato ideale, Moore non ha esitato. Aveva gia’ pronta la risposta. “Chi puo’ distruggere Trump? Chi e’ uno street fighter? Ne abbiamo visto uno in Bernie Sanders l’altra notte…. Ma chi puo’ davvero distruggere Trump? Francamente, penso che ci sia una persona che potrebbe fare proprio questo. Se le elezioni fossero oggi, c’e’ una persona che schiaccerebbe Trump. E lei non l’ha ancora annunciato. Il suo cognome fa rima con Obama. In realta’ e’ Obama. Michelle Obama. Chiunque sta guardando adesso il programma sa che lei e’ una americana amata, e che se andasse in gara lo batterebbe, “ ha proseguito Moore. “Lo batterebbe nei dibattiti, lui non sarebbe capace di fare il bullo contro di lei, non sarebbe capace di apostrofarla con un nomignolo. E lei e’ amata”. Che si mettano il cuore in pace, Biden e compagnia!

Michelle era gia’ stata chiacchierata come una possibile candidata nel passato, e aveva sempre declinato. “Ci sono zero possibilita’ per me di correre da presidente”, aveva detto. E ancora in una nuova intervista appena pubblicata sulla rivista The National della Amtrack, la ex First Lady ha detto alla giornalista in erba Hilde Lysiak, 12 anni, che la sua missione attuale e’ promuovere la sua campagna educativa rivolta a stimolare gli studenti dei college. “Ci sono tanti modi per migliorare questo Paese e costruire un mondo migliore, e io continuo a impegnarmi in questi compiti, dal lavorare con i giovanissimi ad aiutare le famiglie a condurre vite piu’ sane. Sedere dietro la scrivania nella Stanza Ovale non sara’ mai uno di questi. Non fa per me”.

Si puo’ credere o meno a Michelle, che e’ giovanissima e potra’ cambiare idea in futuro. Quello che tradisce l’appello di Moore e’ una preoccupazione reale, non solo sua c’e’ da giurarlo, tra gli elettori Democratici. E’ il problema di trovare qualcuno che regga al confronto con la personalita’ debordante del presidente in carica. Trump aveva gia’ un ego da record quando schianto’ la concorrenza repubblicana, e poi Hillary nel novembre 2016.

Tre anni di potere vero, esercitato alla maniera che sappiamo, hanno moltiplicato la potenza del suo megafono. E non e’ solo una questione di carattere. Adesso ha anche svariate conquiste da mostrare al suo elettorato, dalle nomine di giudici conservatori Doc ad una economia che non e’ mai stata tanto florida, dalla crescita del PIL alla disoccupazione (confermata al minimo del 3,7% nel rapporto di venerdi' del ministero del Lavoro, con altri 164mila posti creati), dalle tasse tagliate al 90% di cittadini agli stipendi reali balzati per tutti i lavoratori del 4-5% nel 2017 e 2018.

Trump si puo’ insomma preparare alla rissa di strada come fece nel 2016, e non sara’ a mani vuote. Moore sa che se i DEM mandano al confronto un Biden che parla di politica, economia & immigrazione, potra’ non bastare contro Donald, ruvido di forma e ricco di sostanza.

Da uomo della elitaria Hollywood, il regista ha il chiodo fisso della celebrita’ liberal come scorciatoia per conquistare il favore popolare. Non a caso in passato Moore aveva gia’ tirato in ballo altre star, da Tom Hanks a Dwayne "The Rock" Johnson, da LeBron James a Meryl Streep a Oprah Winfrey. Ora ha sparato il colpo da 90, l’ultimo disponibile. E’ la mancanza di fiducia nella squadra ufficiale DEM. Un segnale disperato, di panico.

di Glauco Maggi

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Commenti all'articolo

  • myvoice2

    myvoice2

    13 Agosto 2019 - 16:01

    Personalmente non vedo nessuno dei candidati democratici in grado di sostenere uno scontro con Trump, sebbene abbiamo la maggioranza dei media a loro favore, parliamo di CNN, MSNBC che fanno solo ed esclusivamente propaganda anti-Trump. Vedo la rielezione di Trump come sicura, e ovviamente anche la signora Obama lo sa.

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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