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Immigrati, la linea dura di Donald Trump col Messico paga: crollato il numero di persone fermate al confine

10 Settembre 2019

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Immigrati, la linea dura di Donald Trump col Messico paga: crollato il numero di persone fermate al confine

Ricatto o diplomazia che fosse, l’atteggiamento da duro che Trump ha tenuto qualche mese fa con il Messico sulla questione del controllo dei confini sta pagando un lauto dividendo. Ricordate l’annuncio, il maggio scorso, di tariffe pesantissime e progressive che avrebbero praticamente azzerato le esportazioni di prodotti messicani negli USA? Il Messico ha capito subito che Trump non scherzava, e in poche settimane il governo di Andrés Manuel López Obrador ha firmato intese in cui si impegnava a rafforzare i controlli, convincendo Donald a soprassedere. Bene. In agosto sono stati “fermati”, o giudicati inammissibili dalle autorita’ americane, 64mila migranti. Sono sempre tanti ma rappresentano il 22% in meno da luglio, quando erano stati 82.055, e il 56% in meno da maggio, quando oltre 144mila immigranti furono bloccati alla frontiera. La caduta negli arrivi estivi 2019 e’ a un ritmo molto piu’ marcato rispetto alle precedenti stagioni. In parallelo, si e’ ridotto il numero delle carovane che dai paesi del Centro America puntavano al Texas e alla California via Messico. In maggio le carovane erano state 48, sfondando nei titoli dei media da Washinghton al Vaticano; in agosto sono state solo sei. E mentre, attualmente, gli agenti di frontiera USA (Ice e Border Patrol) hanno in custodia 5000 migranti, in primavera il picco degli “accolti” era quattro volte tanto, a quota 19mila.

Trump dice che, anche se il numero di chi cerca di entrare in America e’ ancora al livello della crisi da lui denunciata mesi fa, il trend dimostra che le sue politiche stanno funzionando. Soprattutto efficaci sono i Protocolli per la Protezione dei Migranti, che prevedono la permanenza in Messico degli irregolari fino a quando le pratiche delle richieste di asilo non vengono evase. Ma anche le concrete azioni di polizia attuate dai militari nei paesi sotto il confine meridionale hanno avuto un ruolo positivo nel frenare il flusso dei clandestini. “Lo sforzo internazionale sta avendo un impatto”, ha commentato lunedi’ 9 su Fox News il ministro della Protezione Interna (Homeland Security) Kevin McAleenan. “L’interdizione concreta delle guardie messicane al loro confine sud e’ certamente il punto piu’ alto di questo impegno, ma noi vediamo una responsabilita’ condivisa nella intera regione, con gli altri governi che si fanno avanti dicendo che sono pure loro parte dello sforzo”.

Secondo un funzionario del governo USA “e’ stata la minaccia delle tariffe che ha significativamente cambiato la dinamica dei rapporti con i nostri partner internazionali”. Ora il Messico sta dando ai migranti il permesso legale di rimanere e di lavorare, e offre il trasporto gratis a chiunque voglia tornare nel proprio paese. E nuovi accordi sono stati siglati da Trump con Honduras, Guatemala e El Salvador per combattere il traffico di esseri umani, ossia l’azione dei contrabbandieri (“coyotes”) che sfruttano finanziariamente la disperazione della gente che cerca l’American Dream. L’Honduras ha gia’ raddoppiato le sue forze dell’ordine al confine, una prima mossa di buona volonta’ verso l’amministrazione USA che ha chiesto di triplicarle.

di Glauco Maggi 

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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