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Capire come trasformare la ricchezza delle nazioni in benessere per i cittadini? Ecco il metodo di Bcg

21 Novembre 2019

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Capire come trasformare la ricchezza delle nazioni in benessere per i cittadini? Ecco il metodo di Bcg

La gente puo’ avere un benessere maggiore di quello che si potrebbe pensare se si considera solo la ricchezza (il Pil pro capite) della nazione in cui vive. E le societa’ quotate devono preoccuparsi, oltre che dell’imminente bilancio trimestrale (i profitti), di un fattore complesso e intangibile che pero’ puo’ dare loro un futuro di successo negli anni a venire, se non proprio l’immortalita’. Sono due affermazioni forti, ma quando una societa’ internazionale di consulenza strategica ha come clientela sia i governi sia le corporation, la sfida e’ fornire analisi esclusive, con il valore aggiunto tratto dall’uso ragionato dei dati disponibili, e di arricchirle con slogan ambiziosi. E’ quanto fa il Boston Consulting Group (BCG), che ha presentato i due rapporti a New York, nella sede della societa’ nel nuovo quartiere Hudson Yards.

“Per capire come trasformare la ricchezza delle nazioni in benessere per i cittadini”, ha spiegato Francesco Guidara, direttore marketing e sviluppo del BCG per Italia, Grecia e Turchia, “abbiamo creato nel 2012 il SEDA (Sustenaible Economic Development Assessment, Rapporto sullo Sviluppo Economico Sostenibile), strumento grazie al quale ogni anno analizziamo l’incisivita’ delle politiche messe in atto dai governi”. Il SEDA prende in considerazione 40 indicatori di sviluppo, raggruppati in tre macro-aree: “economia”, “investimenti” e “sostenibilita’”. Nella prima, l’ “economia”, sono compresi il “reddito” (pro capite, potere d’acquisto), la “stabilita’ economica” ( inflazione, PIL e volatilita’ del costo della vita) e “l’occupazione” (il tasso di occupati e il tasso dei disoccupati). Gli “investimenti” (si intendono quelli pubblici) hanno tre dimensioni: la “salute” (accesso alle cure e risultati sulla popolazione della politica sanitaria), l’ “educazione” (accesso all’istruzione e risultati della politica educativa) e le “infrastrutture” (acqua, nettezza urbana, trasporti, tecnologia dell’informazione e delle telecomunicazioni). Della “sostenibilita’” fanno parte l’ambiente (qualita’ dell’aria, energia rinnovabile, intensita’ del Co2), la governance (corruzione, diritti di proprieta’, stabilita’), la societa’ civile (stato di diritto, attivismo civico, sicurezza e fiducia, eguaglianza di genere) e la ‘equality’ (distribuzione del reddito ed eguaglianza nella educazione e nell’aspettativa di vita).

Applicando questi indicatori il BCG ricava una valutazione annua per ognuno dei 143 paesi monitorati, che si traduce in una classifica delle performance sulla base del coefficiente SEDA. L’originalita’ della ricerca sta nel fatto che si puo’ quantificare di quanto una nazione sia piu’ avanti, o piu’ indietro, rispetto al potenziale espresso dai dati oggettivi della ricchezza. “Il coefficiente SEDA e’ prezioso”, ha sostenuto Guidara, “perché, a differenza del punteggio che è espresso in termini assoluti, esso non risulta influenzato dalla condizione di ricchezza iniziale di un Paese. Quello italiano, per esempio, è di 0,92 (risultato inferiore a quello che dovrebbe generare, stante il suo livello SEDA). E gli Usa, che pure hanno una crescita economica notevole, fanno anche peggio e arrivano a 0,90. Il Vietnam vantare invece un altissimo 1.35, come segno della vitalità delle regioni orientali”. Mentre 1 e’ il valore che rappresenta la parita’ ideale tra “potenzialita’” e “benessere’, una cifra piu’ bassa indica la “carenza” che un governo deve colmare con politiche mirate. “Risulta chiaro che, di fronte ai cambiamenti improvvisi del presente e, soprattutto, alla velocità dello sviluppo tecnologico che rischia di aumentare le disuguaglianze tra cittadini”, ha detto Guidara, “si impone l’obbligo per chi è al governo di ripensare le strategie per lo sviluppo del proprio Paese. Sarà tenuto a spostare il baricentro della sua azione politica dalla sola perfomance economica a una visione più ampia di ‘qualità della vita’ e dovrà, per cogliere su più livelli l’efficacia delle proprie decisioni, dotarsi di nuovi strumenti analitici al passo con questa visione”.

Al 29esimo posto su 143 nazioni, l’Italia perde quattro posizioni rispetto al 2008, guadagnandone una sul 2018 (era 30esima). In linea generale, il posizionamento del Paese non si discosta dai risultati degli ultimi 5 anni, nei quali l’Italia si è sempre attestata tra il 28esimo (2016) e il 30esimo posto. Regge il confronto con la media UE del quartile più alto per stabilità economica, mentre cresce il punteggio per l’ambiente.

Per assistere le grandi aziende a vincere sul lungo termine, il BCG Henderson Institute (societa’ di ricerca del Gruppo BCG) ha inventato, in associazione con la rivista Fortune, il Future 50 Index. Anche in questo caso c’e’ un approccio innovativo: al classico esame dei dati finanziari del passato di una societa’ (criterio top-down, dall’alto al basso) si affianca l’ottica “bottom-up”, dal basso verso l’alto. L’obiettivo e’ di analizzare la capacita’ di creare crescita futura per l’impresa attraverso quattro dimensioni: strategia, tecnologia&investimenti, personale, strutture. All’interno di queste componenti, i ricercatori BCGH quantificano e studiano le teorie accademiche moderne e le pratiche del business per individuare i fattori che guidano le performance di lungo periodo. Ad esempio, un ricco portafoglio di brevetti viene valutato come un vantaggio tecnologico. E la presenza di donne e di diversity nei consigli di amministrazione favorisce il dinamismo. Dall’analisi esce un elenco di 50 realta’ aziendali di eccellenza, secondo BCGH, per la loro “vitalita’” interna. Sara’ il futuro a dare il voto della realta’ a questa metodologia, ma intanto gli investitori possono scommettere sui titoli “blasonati”, se si fidano. Le prime dieci aziende sono, nell’ordine, Workday, Square, ServiceNow, Contemporary Amperex Technology, Spotify, Atlassian, Xiaomi, Ctrip.com International, Salesforce, Vertex Pharmaceuticals.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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