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La "bontà" di Fazio costa alla Rai 6 milioni di euro

Niente sconti sul contratto

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L'anno scorso si era limitato a chiedere un po' di buon senso a tutti. Che, tradotto in euro, gli aveva permesso di ottenere una decurtazione del 10% dei compensi dai contratti delle star della Rai. Questa volta no. Questa volta Mauro Masi, direttore generale della tv pubblica, va girando per i piani del palazzone di viale Mazzini ricordando a tutti che bisogna «tagliare i costi » e «ridurre i compensi». La crisi, insomma, è arrivata anche nel paese dei balocchi del piccolo schermo e il refrain  «bambole non c'è una lira» sta diventando una sorta di regola certosina, volendo centrare il pareggio di bilancio previsto dal piano industriale voluto proprio da Masi. Eppure c'è chi, come Fabio Fazio, di crisi, tagli, riduzione dei compensi non vuol sentir parlare.  Anzi, essendo il suo uno dei contratti più onerosi della Rai, guai a parlare di decurtazioni. Il buon Fazio è disposto, al massimo, a sottoscrivere un accordo che preveda lo stesso importo, due milioni  di euro all'anno garantiti per tre anni, del precedente contratto. Al quale bisogna aggiungere le serate speciali, tali sono le puntate di “Vieni via con me”, ed eventuali prestazioni straordinarie. Altre condizioni non vengono prese in considerazione. Masi, che proprio in questi giorni ha ufficialmente aperto la stagione dei rinnovi del contratti (una sorta di stagione venatoria per star e manager) ha fatto sapere che non «accetta di sedersi al tavolo delle trattative» se la controparte non è disposta a cedere sui soldi. Fazio, peraltro, rientra in quella eletta schiera di star televisive a cui l'ex direttore generale, Claudio Cappon, regalò il «privilegio» del contratto triennale garantito, andando contro tutte le regole di mercato.  La riduzione del compenso di Fazio, assieme a quella delle altre star, potrebbe essere utilizzata per riportare Fiorello in Rai, uno degli obiettivi  principali dell'agenda Masi. I primi  abbocchi avrebbero  dato già buoni risultati, grazie anche all'impegno di Antonio Preziosi, direttore di Radio Uno e del Giornale Radio. E mentre Masi taglia, il Tg1 ricuce.  La redazione del giornale diretto da Augusto Minzolini ha rinnovato il proprio comitato di redazione, l'organo interno di rappresentanza sindacale. Alle elezioni hanno partecipato 160 giornalisti sui 164 , pari al 97,5%. Alla fine sono stati eletti Simona Sala, indicata  dal Pd, con 82 voti, Attilio Romita, espressione della componente di centrodestra con 75 voti e Alessio Rocchi, candidato di bandiera della sinistra, con 64 voti. Con un cdr che vira verso la maggioranza (Romita è stato il più votato in assoluto), Minzolini vede rafforzata la sua posizione.

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