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Garimberti alla guerra del canone e Brunetta invoca la trasparenza

Combattiamo l'evasione

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“Con l'approvazione definitiva del contratto di servizio Rai, si compie un altro passo importante sulla strada per la trasparenza. L'articolo 27 del contratto prevede, infatti, la pubblicazione sul sito web dell'azienda dei compensi lordi percepiti da dipendenti e collaboratori così come delle informazioni relative ai costi dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo, con rimandi a tali dati nei titoli di coda”. Traducendo dal linguaggio politichese questa dichiarazione di Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e Innovazione, nella sua continua e imperterrita battaglia per la trasparenza, significa che da ora in poi nel sito della Rai e nei titoli di coda di tutte le trasmissioni televisive compariranno i costi della messa in onda e soprattutto i compensi di presentatori e collaboratori.  Bene, bravo, sette più, caro ministro. Perché quella della trasparenza è una battaglia che va vinta. Una volta per tutte,nonostante i musi lunghi delle star coinvolte dall'operazione trasparenza. E siccome è una battaglia comune, vorremmo vedere il governo scendere in campo per affrontare, e magari vincere, un'altra battaglia: quella del canone. A riaprire il fronte, con una buona dose di buon senso, è stato il presidente della Rai, Paolo Garimberti. ”Con la riduzione del 25% dell'evasione del canone avremmo 500 milioni in più all'anno. E non avremmo nemmeno bisogno di fare programmi che a me personalmente non piacciono. Noi l'autonomia finanziaria la cerchiamo da anni chiedendo una cosa sola al Parlamento: di aiutarci a combattere il problema endemico dell'evasione del canone”. L'appello rivolto dal presidente della Rai  al ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, durante gli stati generali dell'animazione italiana in corso a Rapallo nell'ambito di Cartoons on the bay, merita almeno una risposta e la ministra Meloni farà bene a farsi portavoce dell'appello. Per una ragione molto semplice. O la Rai resta quella che è, una grande mamma alle cui mammelle si allattano tutti, ma proprio tutti, oppure si decida di  privatizzarla  mettendola sul mercato.  “Incentivare il tema della produzione dei cartoni per bambini può servire a incentivare il pagamento del canone Rai e la voglia delle istituzioni di sostenere questa battaglia”, ha risposto Meloni, “È fondamentale che la Rai lavori in questo senso, sia alleata in una serie di obiettivi e lasci andare i filoni meno interessanti”, ha concluso il ministro. E se avesse ragione lei, invece dei soloni che tutti i giorni pontificano sul Servizio pubblico. Sulla lotta all'evasione del canone, ovviamente, si accettano scommesse. In nome della trasparenza, ovviamente.     

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