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La Rai dei miracoli al servizio del professore

tutti al seguito di monti, tanto c'è il canone

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Che Monti preferite stasera? Visto da  destra, mettiamo  Tg2, visto da sinistra, obbligatoriamente Tg3, o dal centro, rigorosamente Tg1? E se non guardate la tv c'è anche un Monti versione parlante offerto dal Gr Radio Rai.  Sì perché a Seoul, prima tappa del lungo tour in Asia del presidente del Consiglio, la tv pubblica non ha mandato un inviato e un operatore per tutte le testate, ma tutte le testate (Tg1, Tg2, Tg3 e Giornale Radio Rai, solo Rai News e Televideo sono rimaste a terra) hanno mandato il proprio inviato, con operatore al seguito. Per fare la stessa identica cosa. Insomma, undici persone che costeranno al contribuente qualcosa come 100mila euro, euro più euro meno. E poi dicono che c'è la crisi, che occorrono i tagli, che dobbiamo stringere la cinghia. Noi, non viale Mazzini, perché quando c'è da sprecare la Rai non è seconda a nessuno. Se poi c'è di mezzo il presidente del Consiglio, Mario Monti, la parola «risparmio» sparisce addirittura dal vocabolario, visto che sono tutti in campagna elettorale. Dal direttore generale Lorenza Lei, ai direttori di testata, ognuno di loro è in cerca della riconferma, visto che il consiglio di amministrazione dell'emittente di Stato scade alla fine di aprile e l'esecutivo ha fatto chiaramente capire di voler azzerare l'attuale cda per insediare un consiglio fatto di tecnici, non di politici. In attesa dei Professori, ognuno gioca in proprio, nel senso che il Tg2 non vuol essere da meno del Tg1 e il Tg3 non è certo disposto a prendersi i prodotti degli altri. Gelosie, ripicche,  guerra per bande, insomma, che paga il contribuente. E la giustificazione della Rai non contribuisce certo a migliorare  la situazione: «Gli inviati sono undici. Di questi, cinque resteranno a Seoul per i lavori della Conferenza sul Nucleare, mentre in sei proseguiranno al seguito del capo del governo in Giappone e Cina: un solo giornalista in pool per tutte le testate televisive, e uno per la copertura radiofonica». A scatenare la rissa fra telegiornali è stato il numero limitato di posti  sull'aereo della presidenza del Consiglio che ha riservato alla Rai soltanto tre posti, tutti a pagamento per la modica cifra di 2.500 euro a testa (vitto, alloggio, diaria e rimborsi spese e pasti esclusi), essendo finita l'era dei viaggi omaggio. A chi tocca? Dopo una vera e propria rissa,  con l'associazione della Stampa parlamentare a fare da giudice-arbitro, l'hanno spuntata l'inviata del Tg1, Sonia Sarno (più l'operatore) e il giornalista del Gr Radio Rai, Paolo De Luca. A quel punto Tg2, Tg3 giornale Radio Rai, non volendo essere da meno, hanno pensato bene di organizzarsi in proprio e mandare i propri inviati con un volo di linea. Morale della favola, al seguito di Monti ci sono undici persone della Rai, quando le testate delle altre emittenti, Mediaset, Sky e Tg La7, copriranno l'avvenimento con le immagini prese dai circuiti internazionali e con le agenzie, che coprono tutti gli avvenimenti con dovizia di particolari.  La trasferta asiatica, secondo i calcoli di Dagospia, che la Rai non ha affatto smentito, costerà all'azienda guidata dalla Lei circa 35mila euro solo di aereo, («gli inviati viaggiano in economy», spiega l'azienda), a cui vanno aggiunti alberghi, vitto, taxi, diaria per servizio fuori sede e le solite «varie ed eventuali».  Totale 100mila euro. Il bello è che nel caso del Tg3, per ordine del direttore Bianca Berlinguer, l'inviato non si vedrà in video, ma ne sentirete solo la voce. Tanto valeva restare a Roma.

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