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L'incantesimo del Cav: un mondo senza opposizione

aventino

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Più che una protesta, sembrava l'ultimo, perverso – geniale - incantesimo del Cavaliere. Un mondo senza opposizione. Un Parlamento senza democratici che gridano “dimissioni, dimissioni”, senza centristi che soppesano il loro aiuto repubblicano, senza dipietristi in toga e condanna. Solo loro: Pdl, Lega e Responsabili. Malconci, ma da soli. Del Pd, oggi, a Montecitorio, c'erano solo Matteo Colaninno, a guardarsi i giornali in sala lettura, Mario Barbi, sperso per il Transatlantico, Gianclaudio Bressa, sfrecciante per un corridoio laterale all'Aula dopo aver acquistato un biglietto del treno, Antonello Giacomelli, a fumarsi una sigaretta in cortile, Beppe Fioroni. La desolazione era tale che il capo dei popolari non ha trovato di meglio da fare che parlare, a lungo, con Franco Giordano, che non è proprio un fioroniano. Stralci dalla conversazione. Fioroni: . Giordano: . Fioroni: .   In Aula, oggi, c'erano solo i Radicali. E probabilmente anche domani la voce dell'opposizione sarà rappresentata solo dal gruppo di Pannella. Pd Udc Idv Api non parteciperanno nemmeno alle dichiarazioni di voto. , come dice, sarcastico, il prodiano Barbi. Intanto le quotazioni del governo di transizione crollano. L'opinione generale, nell'opposizione, è che si voti l'anno prossimo. Un deputato del Pd, che ha raccolto le confidenze di alcuni scajoliani, racconta che l'accordo tra i "congiurati" e Berlusconi è ormai fatto: . Aggiungi qualche sottopoltrona a via XX Settembre, e il governo è salvo. La congiura delle banane.  

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