Se il web volta le spalle a Giuliano

Mottola e Costa

Lo ripetono tutti, dai professoroni all'uomo della strada. "Pisapia ha vinto anche grazie al web". Per mesi, durante la volata elettorale, lo staff del candidato arancione ha occupato militarmente i siti e i social network: un po' di marketing virale, un po' di fantasia (ricordate l'azzeccato tormentone "E' tutta colpa di Pisapia!") e una martellante diffusione del mito della "forza gentile". Sito ufficiale, facebook, profilo twitter, video entusiastici su Youtube. Sei mesi dopo, proprio dal web si aprono le prime crepe sul governo della sinistra. Certo, Pisapia ci mette del suo con le nuove tasse e con scivoloni inattesi (vedi la commedia sullo smog). Ma è nella piazza virtuale che si sta allentando il legame con i suoi elettori: oggi il sito ufficiale di Pisapia è stato chiuso, e su Facebook non passa giorno in cui gli utenti si lamentino del gestore del profilo del sindaco. "Troppe censure", dicono. Per gestire la sua presenza sui social network, Pisapia ha fatto assumere a spese del Comune un consulente: assunzione che ha fatto imbestialire molti suoi adepti. Poi c'è l caso dei blogger di sinistra troppo "scomodi": Alberto Biraghi, dopo aver criticato le prime mosse della giunta dall'home page del suo pisapiajabitte.org,oggi scrive che "l'arancione sta virando al nero" visto che alcuni assessori della giunta Pisapia lo hanno querelato. Piccoli segnali, come la nascita del sito mammamiapisapia.it, pronto a sottolineare ogni magagna della malaamministrazione. Piccoli segnali, che chi governa farà bene a non sottovalutare.