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La Lega ha un nuovo idolo: l'euroscettico inglese che attacca Monti e Napolitano

Nuove strategie

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L'appuntamento era fissato per mercoledì 14 dicembre. A Strasburgo. E invece la delegazione leghista è stata costretta a rimandare l'appuntamento con Nigel Paul Farage, l'euroscettico inglese che ha lanciato accuse furibonde ai poteri forti continentali, accusando i vertici dell'Ue di non avere legittimazione popolare e di aver spinto Mario Monti a governare l'Italia al posto di Silvio Berlusconi. (Per vedere l'intervento di Farage, basta un clic su www.youtube.com/watch?v=v-vgp0g42xI&sns=fb). Da circa una settimana il Carroccio stava cercando di contattare Farage per un faccia a faccia, magari per valutare l'ipotesi di azioni comuni contro tanto detestati sia dall'esponente dell'United Kingdom Independence Party che dai padani. Al di là dell'appuntamento rinviato, di sicuro è sbocciato un amore. Pochi giorni fa, l'effervescente Mario Borghezio aveva buttato giù un comunicato di fuoco contro Napolitano e a favore proprio di Farage. Ecco il Borghezio-pensiero: osserva Borghezio. Che a proposito del Quirinale insiste: . Parole pesantissime, che però non hanno scosso i mass media italiani. Va bene che ormai la Lega è all'opposizione, però fino a pochi mesi fa un attacco così pesante contro il Colle avrebbe riempito le pagine dei giornali. Ma, soprattutto, non sarebbe mai partito da via Bellerio. Motivo: Bossi voleva mantenere buoni rapporti per non intralciare l'approvazione del federalismo. Ora lo scenario è cambiato. Basta Napolitano, evviva Farage.

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