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Miss Italia, Striscia, L'Espresso: questione di donne (e soldi)

Il concorso lascia Salsomaggiore. E Antonio Ricci...

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Vuoi mettere un asilo nido con un concorso di bellezza? In tempi di crisi nessuno privilegia le sfilate in bikini alla soluzione delle liste d'attesa per i pupi. E, infatti, Massimo Tedeschi, sindaco Pd di Salsomaggiore ha motivato con la mancanza di soldi nelle casse comunali l'improvviso divorzio tra il suo Comune e Miss Italia: "Non posso tagliare un nido per fare le finali del concorso. Non ci sono soldi". Divorzio consensuale, fanno sapere gli organizzatori dello storico appuntamento che ogni settembre incorona la reginetta dell'italica bellezza: 71 edizioni di cui 41 nella cittadina termale in provincia di Parma. Un evento cult, conosciuto in tutto il mondo. In più, ospitare il carrozzone della rassegna, se da una parte è una spesa per le casse cittadine (circa 600mila euro), dall'altra è un vantaggio, riscontrabile in pubblicità, servizi e turismo. Strano che in tutti questi anni il Comune non abbia saputo beneficiare dal super evento trasmesso in pompa magna su Raiuno e ora canti miseria, tirando in ballo i soldi per il sociale.  Il contratto, triennale, tra Salsomaggiore e la Miren (società che organizza per conto di Patrizia Mirigliani) era già stato firmato fino al 2012. L'ipotesi è che adesso le finali di Miss Italia si svolgano direttamente a Roma. Tanto più che da quest'anno s'inaugura Miss Italia sport: selezioni pure in piscina e sulle piste di atletica, ma niente di gonfiato, "vogliamo solo donne sane", è il diktat di Mirigliani. La novità del 2011, quindi, è che Miss Italia si mette la tuta da ginnastica e molla Salso (e viceversa). Problemi finanziari destinati a diventare perfino politici. I cittadini mugugnano e dopo quarant'anni di sfilate “in casa” si dovranno accontentare di vedersele in tv. Amen.   Ma c'è dell'altro, ragazze. Striscia la Notizia, il tg satirico di Canale 5, è a una svolta clamorosa: niente più Veline nel cast se la Rai toglierà dal proprio palinsesto le finali di Miss Italia, "programma dove la donna per antonomasia è militarizzata", dice Antonio Ricci, "e se il gruppo editoriale L'Espresso rinuncia alle sue veline", cioè il settimanale D-La Repubblica delle donne e il mensile Velvet, dove "la dignità delle donne è ridotta da sempre ad attaccapanni".  Colpa della "macchina del fango", provoca Striscia, che ancora una volta ha colpito Costanza e Federica, le due attuali veline. Come dire: senti da che pulpito viene la predica...   

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