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Letizia Leviti racconta i nostri soldati all'estero

Le mail dal fronte - Come cambia la comunicazione militare nel libro di una giornalista coraggiosa

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. Inizia così una delle lunghe mail dei nostri soldati in Afghanistan. Testimonianza diretta di un capitano dell'Esercito, lontano da casa, dalla famiglia, dagli affetti. E un messaggio può servire. Un piccolo svago nelle lunghe giornate passate a presidiare le basi italiane, sempre con la minaccia di un nuovo attacco, mai perdendo di vista il pericolo talebano. Ci sono email piene di dolcezza nel libro scritto da Letizia Leviti, una giornalista coraggiosa, inviata spesso nelle zone di guerra, in prima linea quando si tratta di raccontare la realtà, anche difficile, dei nostri soldati negli scenari bellici. Il suo libro, intitolato [email protected] (proprio così con la chiocciola al posto della "a" finale), è un vero documento sulla vita dei nostri soldati in missione. Una raccolta di testimonianze e di lettere, anche private, scritte con il linguaggio del presente: la posta elettronica, che ha soppiantato carta e penna e arriva subito dove deve arrivare. [email protected] non è un manuale specialistico sull'uso delle armi o sulle attività belliche del nostro contingente impegnato in Afghanistan o in Libano. E', invece, il frutto di oltre due anni di testimonianze via mail dai vari teatri dove il rischio è continuo, composto con la struttura semplice e immediata di oggi. , spiega l'autrice nell'introduzione, .  Il manuale, edito da Rivista Militare con il contributo di Finmeccanica, si apre con una mail del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Anche lui ha abbandonato i mezzi tradizionali ed è passato al computer per comunicare con i ragazzi e i volontari dispiegati negli angoli più remoti del mondo, dai caposaldi di Bala Murghab, alle acque del golfo di Aden, per finire sui posti di osservazione dei baschi blu lungo le colline tra Israele e il Libano. , spiega il ministro, . E spesso, invece, qualche attacco arriva, come l'ultimo, terribile, di lunedì a Herat. Una tragedia che non ferma, per ora, l'azione di peacekeeping della missione Isaf in Afghanistan, nonostante il dibattito incomba sulla nostra politica interna. Ieri, tuttavia, sostegno bipartisan per la grande parata ai Fori Imperiali, arricchita per l'occasione, oltre che dalle nostre autorità, dalla presenza del vicepresidente americano Joe Biden, dal leader afghano Hamid Karzai, e da moltissime altre personalità straniere. Quest'anno, infatti l'Esercito italiano festeggia i 150 anni della sua costituzione. , ricorda il Capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale Giuseppe Valotto, , fa notare ancora il generale Valotto nel libro [email protected], che <è stata essa stessa imprescindibile strumento di unità nazionale, facendo incontrare nel corso di così tanti anni migliaia e migliaia di giovani provenienti da ogni parte d'Italia e costringendoli a conoscere, condividere e comprendere usi, costumi e dialetti e tradizioni che rappresentano lo straordinario bagaglio  culturale degli oltre 8mila Comuni della nostra Penisola>. Lo si capisce bene nelle pagine di Letizia Leviti, giornalista di Skytg24, inviata nelle zone di guerra, e mamma.   

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