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«Non riuscivo più a cantare e volevo farla finita. Poi sono diventato nonno e...»

Era lo Julio Iglesias italiano, re della canzone romantica e sex symbol. Si è sposato con Dora Moroni tra le polemiche , poi si è separato tra i sospetti. Ora ha sconfitto la depressione ed è rinato

22 Marzo 2010

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«Non riuscivo più a cantare e volevo farla finita. Poi sono diventato nonno e...»
Christian era la voce romantica degli anni Ottanta, la sfida tutta italiana a Julio Iglesias, brani sdolcinati, sentimenti, amore e zucchero, timbro caldo, sguardo profondo - e un po’ paraculo - e mosse  da seduttore. Si è fatto conoscere con “Daniela”, poi si è fatto amare a Sanremo (in tutto sei apparizioni) prima cantando “Un’altra vita un altro amore” (1982, quinto posto) e poi “Cara” (1985, terzo). Christian, all’apice del successo, è diventato anche protagonista della cronaca rosa, sposandosi con Dora Moroni, storica valletta di Corrado, tra qualche pettegolezzo e mille dubbi. Dopo 10 anni di matrimonio, però, si è separato (altre polemiche e altre accuse) ed è sparito per stare vicino al figlio Alfredo. Poi, una grave depressione e l’uscita dalle scene. Finché un anno fa...



Christian, cosa beviamo?
«Un caffè, grazie. Devo ancora riprendermi dal fuso orario».
Viaggia spesso?
«Ieri ero in Slovenia per un concerto, ma due giorni fa stavo in Canada, Cascate del Niagara. Esibizione al Fallsview Casinò».
Tanti impegni internazionali, complimenti.
«Mi sto riprendendo ora. Finalmente sono uscito da un periodo di crisi, due anni fa sono caduto in depressione, nel giro di pochi mesi sono dimagrito, passando da 80 a 65 kg. Soprattutto, non avevo più voglia di cantare».
Addirittura?
«Ho interrotto una tournée, avevo  paura a salire sul palco»
Come mai?
«Tre anni fa Dora Moroni, mia ex moglie, regala a nostro figlio Alfredo una vacanza come premio per la maturità. Vado a trovarlo prima che parta e mi abbraccia in modo strano, non capisco. Poi non lo sento più per dieci giorni. Finché...».
Finché?
«Mi telefona. “Papà, siediti. Volevo annunciarti che mi sono sposato”. Penso a uno scherzo, ma capisco che è serio. E mi sento morire».
Come mai una sorpresa così?
«Aveva conosciuto una ragazza americana, ma di origine boliviana, su Internet. Non ne sapevo nulla».
Come ha reagito?
«Male, malissimo. Temevo fosse un’esperienza assurda e mi sono lasciato andare».
Come ne è uscito?
«Grazie a lui. Alfredo un giorno mi telefona: “Papà, devi reagire. Devi tornare a cantare, per me e per tua nipote”. Al momento penso alla figlia di mia sorella. Poi mi incuriosisco: “Scusa, quale nipote?”. “Mia figlia! Presto diventerai nonno”».
L’ha vista?
«Non ancora, anche se Aeely ormai ha già 15 mesi. Voglio organizzare un incontro fatto bene, non di sfuggita».
Christian, parliamo un po’ di lei. Sentimentalmente come va?
«Sono single. Oltre alla partenza di mio figlio, sulla mia crisi, ha influito la chiusura di un rapporto con una persona che mi ha deluso. Evidentemente sono io che non so relazionarmi».
Con Dora Moroni invece come va?
«Un rapporto civile. Ci sentiamo spesso e quando parliamo sembra quasi che stiamo ancora insieme».
Poi approfondiamo meglio. Torniamo alla sua carriera. In Italia la si vede poco.
«Dopo la separazione da Dora ho dovuto scegliere: o il lavoro o il figlio. E ho preferito stare vicino ad Alfredo, anche a costo di rifiutare concerti e dischi. Lo adoro, per lui darei la vita».
La gente, quando la vede, che chiede?
«Perché vado poco in tv».
Appunto. Mai ricevuto proposte per qualche reality?
«L’Isola dei famosi del 2005. Avrei accettato, se mi avessero lasciato la pastiglia della pressione e un Tavor per dormire. Ma era un periodo difficile, è stato meglio non andarci».
Christian, ora invece andiamo indietro nel tempo.
«Nasco a Palermo l’8 settembre 1947. Papà è poliziotto, mamma casalinga e siamo quattro figli: viviamo a Boccadifalco, frazione di Palermo».
Lei, Cristiano, gioca a calcio. Se la cava piuttosto bene.
«Terzino destro, arrivo fino alla De Martino del Palermo, la squadra riserve».
Ma non esordisce in serie A. Qualche suo compagno diventato un buon giocatore?
«Troja e Arcoleo».
Poi si trasferisce al nord.
«Papà va a Milano per lavoro e io passo al Mantova. Ma devo interrompere la carriera per un problema fisico».
Cioè?
«Mi trovano un’aritmia cardiaca. E smetto».
Così si dedica esclusivamente alla musica.
«Mia sorella fa la cantante e deve partecipare al Festival di Inverigo, vicino a Milano. All’ultimo momento rinuncia e al suo posto ci vado io. Arrivo terzo e vengo notato dagli autori Leo Chiosso e Francis Lai, che mi fanno firmare un contratto».
Diventa Christian. A proposito, come nasce lo pseudonimo?
«Il manager mi porta a cantare davanti a Mina e Augusto Martelli. Mina mi guarda: “Beh, sei intonato. E con quella faccia puoi cantare quello che vuoi. Come ti chiami?”. “Gaetano Cristiano Rossi”. “No, non funziona: finiscono per ano e sarebbe facile fare battute. Datti un nome più internazionale, tipo Christian”».
Nel 1970 partecipa al Festivalbar dei giovani.
«Vinco con il brano “Firmamento” e conosco Battisti, che ottiene il successo  tra i senior con “Fiori rosa, fiori di pesco”. Lucio si complimenta, poi mi dà un suggerimento: “Lecchi troppo il culo agli spettatori, sorridi di meno! Se hai vinto significa che sei bravo, non esagerare con gli sguardi”».
Nel frattempo Tony Cucchiara le offre il ruolo di Abele nel musical “Caino e Abele”.
«Un successo e un’esperienza meravigliosa in tutti i più grandi teatri italiani».
È la svolta. Diventa famoso e le offrono di fare il protagonista dei fotoromanzi. Christian il piacione. Il bello. Cucca molto in quel periodo?
«Moltissimo, ma sono un sentimentale e non mi piacciono le avventure facili».
Il giovane Christian è vanitoso?
«Mi curo il fisico, vado in palestra e sto attento all’immagine, anche se tutti mi criticano. Non capendo che sono avanti nei tempi».
Arriva il momento del grande successo. La canzone che fa il boom è “Daniela”.
«Papà è rassegnato, non crede che farò strada. Il brano non lo vuole nessuno, arrivano a dirmi che è un pezzo da ubriacone. Per fortuna la Polygram decide di ingaggiarmi. E in poche settimane siamo primi in classifica».
Christian, curiosità inevitabile. Ma chi è Daniela? Perché ride?
«In quegli anni, a Milano, si organizzano serate nei salotti bene, solo su invito. Ci sono cantanti, attori, giornalisti importanti. Vengo a sapere che ad una di queste feste ci sarà Sandro Mayer, storico direttore di Gente».
Scusi, ma che c’entra?
«Ora capirà. Per conoscerlo e farmelo diventare amico, insomma conquistare le sue simpatie, decido di intitolare la nuova canzone “Daniela”, proprio come il nome di sua moglie».
Davvero?
«Ad una festa, però, qualche tempo più tardi,  succede un mezzo pasticcio».
Cioè?
«Ci sono Mayer e Mike Bongiorno. E Mike mi mette in mezzo: “Christian, spiega a tutti a chi hai dedicato la canzone Daniela, forza”, alludendo a sua moglie. Silenzio».
E lei?
«Prendo tempo, non rispondo. Finché la moglie di Mike, donna deliziosa, capisce e mi toglie dall’imbarazzo cambiando argomento».
Christian, siamo al 1980. E lei ormai è decollato. Tanto che la chiamano ad esibirsi davanti al Pontefice diventando per tutti “Il Cantante del Papa”.
«Ricevo una strana telefonata, è il segretario di Sua Santità. Mi spiega che Papa Wojtyla ha visto “Caino e Abele” e vorrebbe incontrarmi».
Grande emozione?
«Immensa. I nostri sguardi si incrociano, sono teso, ho paura. Papa Giovanni Paolo II mi trasmette serenità, mettendomi a mio agio. Canto “Daniela” e poi una serie di brani folk. Alla fine ci abbracciamo e mi sussurra: “Complimenti, lei è un grande artista”».
Tutta Italia la conosce. La ascolta. E le donne impazziscono per Christian, che diventa l’Iglesias di casa nostra. Competizione fastidiosa?
«No, inevitabile avendo lo stesso autore e gli stessi modi di cantare».
Chi cuccava di più?
«Lui!».
Nel 1982 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo.
«Canto “Un’altra vita un altro amore”. È il momento di iniziare e prima di me si esibisce un giovane, un certo Vasco Rossi che se la fa sotto anche lui e per prendere coraggio butta giù un bicchiere di whisky e si fa una sigaretta. È il suo turno, io ascolto terrorizzato. Poi tocca a me. Devo salire sul palco, ma non c’è il microfono perché Vasco se l’è messo in tasca. Panico».
Che succede?
«Qualcuno mi spinge a forza e così, dopo il Rossi di rottura, ecco il Rossi elegante, in smoking. Mi esibisco e va bene, è la svolta».
Arriverà quinto. Poi parteciperà ad altri cinque Festival (terzo posto nel 1984 con “Cara”) diventando una star. Anche nei guadagni?
«Sì, incasso molti soldi. Il problema è che non so fare i conti e l’ambiente che mi circonda, invece, li fa fin troppo bene. Questo lavoro è per chi sa fare il ragioniere di se stesso, non è per gli ignoranti. E io, sull’aspetto manageriale, purtroppo lo sono sempre stato».
Lei è ricco, famoso, bello. E corteggiatissimo. Qualche avance strana?
«Di ogni tipo. A Montecatini una sera mi ritrovo in ascensore con un’attrice famosissima, molto bella e molto più vecchia di me».
Chi è?
«No, niente nomi. Appena si chiude la porta mi salta addosso, mi bacia. E mi sento una merda, un uomo oggetto».
A sorpresa Christian si fidanza con Dora Moroni, ex valletta di “Domenica In” scampata a un incidente stradale. Tra tante polemiche.
«C’è da registrare una sigla per ”Superclassifica show”. Prima di iniziare parlo con una ragazza carina. Poi mi stufo e chiamo Seymandi: “Scusa, ma quando arriva Dora Moroni?”. Risposta: “Stai conversando con lei da due ore”».
Prima sensazione?
«Di dolcezza. Sembrava una bambina. Parlava con un accento strano a causa dell’incidente, sembrava straniera».
E scatta la scintilla.
«La sera, a cena, si discute un po’ di tutto. E si scherza: “Dora, ma non pensare al disco. Piuttosto, perché non ti sposi?”. E lei: “Ma chi mi prende?”. Coinvolgo tutti: “Alzi la mano chi non la sposerebbe!” e tutti si candidano. Poi la guardo: “E io ti sposerei per primo”».
Dopo un po’ partite per una vacanza alle Mauritius.
«C’è da girare un video e ci andiamo insieme, con un fotografo che ci accompagna per realizzare un servizio».
E le malelingue... Sì, insomma, si dice che...
«...che sono gay ed è tutto un paravento. Menzogne, solo menzogne».
Perchè lei, invece, si innamora davvero di Dora.
«Ci sposiamo, anche se lei ha qualche ripensamento a pochi giorni dalle nozze, ha paura di quello che dirà la gente. “Sorrisi e Canzoni” ha l’esclusiva sulla nostra luna di miele e scoppia  un vespaio, i direttori delle altre testate si arrabbiano. E via con i pettegolezzi».
Presunti litigi.
«Io decido di fare una vita normale malgrado la nostra fama. E forse sbaglio. Non cambio quartiere, non cambio casa, non cerco il lusso. E c’è chi mi accusa di trattare male Dora, di mandarla a fare la spesa al mercato».
Quando i primi problemi?
«Ad una serata di gala incontriamo Berlusconi. Silvio saluta Dora: “Ricordati che Christian è come fosse un nostro figlio, se qualcosa non va bene dimmelo”. E da quel momento il nostro rapporto peggiora, forse perché lei si sente forte».
Tornasse indietro, la risposerebbe?
«Sì, anche se non sono stati 10 anni sempre felici».
Nel 1987 nasce Alfredo.
«Il momento più bello della mia vita, una gioia irripetibile».
Con Dora, però, la situazione è sempre più tesa. E nel 1997 vi separate.
«Lei, a causa dell’handicap dovuto all’incidente, ha paura che le tolgano Alfredo. Finiamo in tribunale».
L’accusa che la ferisce di più?
«Dora non l’ho mai offesa né toccata. Un giornale ha avuto il coraggio di dire che la tradivo con una suora e un filippino, proprio davanti a lei. Hanno cercato di distruggermi e io ho sofferto soprattutto per nostro figlio che doveva sopportare queste dicerie».
Alfredo l’hanno affidato alla madre.
«Mi hanno tolto tutto, sono stato male. Ho pensato anche di farla finita. Per stare vicino a lui mi sono allontanato dal mio lavoro pur di andare a Ravenna ogni week end a trovarlo. Quando è partito per gli Usa e si è sposato a mia insaputa, infine, sono caduto in depressione».
Christian, ultime domande veloci. 1) Il miglior cantante di sempre?
«Frank Sinatra mi ha fatto sognare».
2) In Italia?
«Endrigo e Paoli».
3) Il giocane che le piace di più?
«Cristian Imparato».
4) Un brano che le sarebbe piaciuto cantare?
«”Vacanze romane”. Ma anche “Adesso tu” e “Perdere l’amore”».
5) Paura della morte?
«No, l’ho cercata!».
Ultima: rapporto con il sesso?
«Mai stato uno schiavo del sesso».
Ultimissima. Christian ha un sogno da realizzare?
«Professionalmente ho avuto tutto. Nella vita spero di stare bene e non cadere più nella depressione. Ma so che ora sono più forte, perché c’è Aeely».

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Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell’Orto nasce a Crema (Cremona) il 5 dicembre 1968, ma è bergamasco di Verdello. Inizia a scrivere a Cremona (Mondo Padano), poi a Bergamo Oggi si specializza in sport e soprattutto calcio, seguendo per cinque stagioni, tutti i giorni, le vicende dell’Atalanta. Professionista dal 1996, lavora alla Gazzetta di Parma e poi è tra i fondatori de il Nuovo Giornale di Bergamo, dove fa il capo servizio dello sport. Nel 1999 sta per pochi mesi al bisettimanale Gazzetta di Lecco, poi va ad Avvenire per gli Europei del 2000 finché ad agosto 2000 viene assunto a tempo indeterminato a Libero, dove sei mesi dopo diventa capo servizio dello sport. Dal 2006 è inviato. Per Libero ha realizzato 100 interviste ritratto di calciatori spariti e negli ultimi 4 anni cura la rubrica Soggetti Smarriti.

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