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«A “Zig Zag” ero perfetta con Raimondo, poi Sandra si è ingelosita...»

È stata la prima valletta parlante della tv e nello storico quiz duettava con Vianello. Ma è sparita a sorpresa: «A Mediaset mi hanno stranamente chiuso le porte in faccia»

1 Novembre 2010

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«A “Zig Zag” ero perfetta con Raimondo, poi Sandra si è ingelosita...»
Simona Mariani ha gli occhi che ti rapiscono. Ora azzurri ora verdi, profondi, espressivi. Dolci. Simona Mariani ti ipnotizza con lo sguardo, poi ti conquista con le parole. Dirette. Sincere. Ecco, proprio come 25 anni fa (oggi è sempre così bella e ancora più affascinante) quando, ai tempi di “Zig Zag”, fece impazzire gli italiani in coppia con Raimondo Vianello nel quiz a premi su Canale 5 diventato un vero cult. Simona ora gestisce un negozio di oggetti indiani e ha detto basta al mondo dello spettacolo, dopo le esperienze al cinema (“I Fichissimi” e “Segni particolari: bellissimo”), la tv con Vianello (e i difficili rapporti con Sandra Mondaini) e gli ultimi anni di teatro e fiction. Simona ha 56 anni, è serena e non ha più «nessuna voglia di stare ad aspettare una telefonata per lavorare».



Simona Mariani, ma che negozio strano. Cosa vende?
«Oggetti indiani scelti con cura. Lavoro qui al “Twiga” da tre anni. Vede quella statuetta di argento? È un Ganesh, la divinità che aiuta a superare gli ostacoli. Quello laggiù invece è un piccolo Buddha».
Attività sua?
«No, di un carissimo amico. Sono associata, ma non ho potere decisionale».
Come mai questa passione per l’India?
«L’adoro. Ma non ci sono mai stata, mai avuto il coraggio di andarci».
Come mai?
«Sono molto sensibile, soprattutto quando si parla di bambini, anziani e animali. E là mi troverei a contatto con situazioni troppo difficili. L’impatto sarebbe durissimo. E poi sono ipocondriaca».
Tanto o poco? Le va di parlarne? Sappia che è in buona compagnia...
«Soffro da sempre di attacchi di panico. A 25 anni sono stata un anno e mezzo chiusa in casa. Agorafobia».
Finti infarti?
«Tantissimi. E tanti finti ictus. A 16 anni mi sono fatta ricoverare convinta di avere problemi al cuore. A 18 mi sono sentita sprofondare il pavimento e sono corsa in farmacia allarmata. Il medico, dopo avermi vista, ha commentato: “Stesse morendo non parlerebbe”. E mi ha lasciata lì tutta sola».
Il momento più difficile?
«Per tre anni mi sono dedicata esclusivamente a mia madre. Quando è morta, due anni fa, ho capito che avevo bisogno di aiuto e mi sono affidata a un medico. Ora sto meglio. Ed è il motivo per cui il viaggio in India mi affascina: adesso voglio occuparmi solo di me stessa».
Non per farsi gli affari suoi. Anzi, solo un po’: significa che in questo momento non è fidanzata?
«Sono stata sposata due volte, ma ora sono single. Per scelta mia o di altri, chi lo sa. Sto bene così, dover pensare ad altri mi consuma troppo».
Ha figli?
«Non ne ho mai voluti, anche se adoro i bambini. Forse è una scelta che deriva dai ricordi di un’infanzia di sofferenze».
Simona, la gente quando la incontra che le chiede?
«Perché non lavoro più in tv. Ma ora la sorprenderò: sono più le donne degli uomini a fermarmi. Chissà perché piaccio più a loro...».
Curiosità maliziosa. Mai ricevuto avances femminili?
«Una sera, a 21 anni, sono a una cena di attori in compagnia di mio marito. Da sotto il tavolo, ad un certo punto, sento accarezzarmi una gamba. Un tocco strano, però. Abbasso lo sguardo e vedo una mano con le unghie smaltate di rosso. Quelle di un’attrice francese!! Ahahhhhhh, con un urlo e un calcio la mando via».
Torniamo al presente. Oltre a gestire il negozio, continua a stare nel mondo dello spettacolo?
«No. Alla mia età le sembra che possa stare ancora ad aspettare una telefonata per poter lavorare in tv? Detesto chi si piange addosso, meglio occuparsi di altro. Certo, darei tutto per riuscire a fare un film bello, ma il meccanismo del successo è orribile. La professione di attore non è riconosciuta e tutelata, ti tocca fare casting spesso con ex attori e vi lascio immaginare cosa può succedere».
Cioè?
«Le faccio un esempio.  Negli ultimi 15 anni mi avranno chiamata una decina di volte per “Centovetrine”, una soap opera e ho detto tutto... Ogni volta un provino. Ogni volta un no. Un anno fa il negozio mi stava un po’ stretto, avevo voglia di qualcosa di diverso. Quando l’agenzia mi ha detto che mi avevano chiamato ancora quelli di ”Centovetrine”, mi sono detta: “Ma sì, sentiamo che vogliono”. Sa che volevano?».
 Cosa?
«Farmi fare il solito provino su parte! Lì ho capito che basta, questo mondo non fa più per me. Anche perché poi, chissà perché, prendono sempre le stesse due. Strano, no?».
Raccomandazioni?
«Non dico questo. Non so. Alcuni sostengono che io recito bene, altri che faccia schifo. Di sicuro per fare le solite due cazzate della soap opera non c’è bisogno di essere grandi interpreti... E nemmeno di essere particolarmente belle».
Lei non si sente più bella? Se è così si sbaglia e di molto.
«Ho le rughe, mi vedo invecchiata e non mi sono mai rifatta nulla. Ma dopo i 50 ho avuto una trasformazione interiore. Non arrivo a dire che la mia bellezza è dentro come ripete la Mazzamauro...».
Beh, anche perché fuori tra voi c’è una certa differenza.
«Ho lavorato con lei e non l’ho mai trovata brutta. Ma maledettamente cattiva sì. È una delle due donne che in carriera mi hanno massacrata. L’altra non c’è più, non so se è il caso di parlarne».
Poi decidiamo insieme. Stava dicendo della sua trasformazione interiore.
«Ho trovato la strada verso la serenità. Voglio morire serena. Non vedo l’ora di arrivare a 60 anni: ho deciso che da quell’età non tingerò più i capelli, li terrò grigi naturali».
Scusi, perché ne parla come fosse un traguardo vicino?
«Perché ho 56 anni!».
Da non credere, complimenti. Allora facciamo subito un salto all’inizio. Alla piccola Simona Mariani.
«Mariani è il cognome del mio primo marito, che ho tenuto come nome d’arte. Io sono Simona Zezza. Nasco a Napoli il 13 maggio 1954 e ho due fratelli più grandi. Famiglia benestante. Papà Michele vive di rendita perché ha ereditato molti beni, mamma Elena viene da una famiglia nobile».
Scusi, allora perché prima ha detto di avere avuto un’infanzia triste?
«Papà è profondamente malinconico perché molto sensibile, mamma viene da una generazione stravagante. La mia bisnonna, la principessa Carolina d’Avalos, ha avuto una vita da film. Suo marito a 16 anni si è sfidato a duello per gelosia, lei poi ha girato il mondo in carrozza».
E la piccola Simona come era?
«Bambina bellissima, ma molto complessata. Solo ora, rivedendo le fotografie, ho capito quanto sbagliassi. Ero convinta di avere  un corpo orribile, da circo».
Scuole?
«Suore, e poi in collegio a Roma».
Trasferimento per seguire la famiglia?
«Per amore. A 13 anni, a Positano, conosco Robertino Rossellini, figlio di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini. Mi innamoro, diventa il mio primo fidanzatino e quando lui a fine estate torna a Roma mi metto in testa che voglio seguirlo. E riesco a farmi mandare in collegio qui nella capitale».
Quanto durerà la storia d’amore?
«Tre estati».
Scusi, e l’inverno?
«Non lo vedo quasi mai, perché sono sempre punita e non posso uscire di collegio».
Ragazza ribelle?
«No, una capra. Nel senso che non studio mai. Questo è l’unico rimpianto della mia vita: avessi studiato, avrei potuto avere maggiori soddisfazioni professionali. Magari farei la manager».
Prima raccontava dei complessi sulla bellezza. Non le avranno impedito di avere molti corteggiatori, però...
«Tanti, anche nomi clamorosi. Che non farò mai, anche perché è gente sposata».
Anche lei si è sposata presto.
«A 20 anni, con un architetto. Matrimonio che durerà 5 anni».
Quando il contatto con il mondo dello spettacolo?
«Come nelle favole. Accompagno un’amica per un provino e scelgono me. Così mi ritrovo con un’agenzia che mi procura pubblicità e sfilate. E guadagno 500 mila lire a servizio».
Poi, nel ’77, partecipa a Miss Italia. Scusi, perché quello sguardo?
«Non è vero. Mai partecipato al concorso e mai avrei voluto partecipare a una cosa così schifosa. Non capisco perché gira questa leggenda. Anzi, vorrei smentirla una volta per tutte ufficialmente. Anche perché non avevo proprio l’ambizione di sfondare nel mondo dello spettacolo, anzi».
Gliene fregava nulla?
«Zero. Se c’era da sfilare pensavo: che palle, bisogna sfilare. Se c’era un servizio fotografico pensavo: che palle, bisogna posare. E poi soffrivo l’idea di stare a dieta. Io sono una godereccia, mangio e bevo volentieri».
Come ci arriva, allora, al cinema?
«Il mio primo marito è amico del regista Salvatore Samperi, che ci invita a cena. Quando mi conosce, propone di lavorare per “Liquirizia”. Dico: “Ma non so fare l’attrice!”. Lui: “Non ti preoccupare”. Mi divertirò tantissimo con Teocoli, ma il film purtroppo non andrà bene».
Nel 1979 gira “Agenzia Riccardo Finzi...praticamente detective” con Pozzetto. Buon ricordo?
«No. La produzione è un branco di maleducati. Pozzetto non è così simpatico come sembra. E il film è pietoso».
Urca, andiamo avanti. Squitieri la chiama per “Razza Selvaggia” (1980).
«Il lavoro più professionale. Poco successo, però. Purtroppo quelli sono anni orribili per il cinema, i peggiori».
“I Fichissimi” (1981) invece farà il boom.
«Sono la protagonista assoluta, pellicola cult che ha un grande successo. Ma io ho un ruolo che mi si addice poco. Il vero salto di qualità arriva con Celentano».
Già, “Segni particolari: bellissimo” (1983).
«Adriano è meraviglioso. Lo conosco vicino a casa sua, è seduto in chiesa vestito da prete per girare la scena. Quando entro lui è illuminato dai riflessi del sole che sbucano dall’alto del rosone, mi vede e resta quasi paralizzato».
Nel frattempo Simona Mariani approda anche in tv.
«Il mio secondo marito conosce Laura Basile, che sta cercando una valletta per un nuovo programma tv di Raimondo Vianello: “Zig Zag”. Faccio il provino con Raimondo, che appena mi vede ha la stessa reazione di Celentano. Gli chiedono che ne pensa di me. Resta in silenzio, sembra disgustato. Poi, invece, mi sceglie».
A novembre 1983 parte il programma, meraviglioso. È un gioco a premi su Canale 5 in onda tutti i giorni alle 18, trasmissione traino per la prima serata.
«L’inizio è meraviglioso. Raimondo mi prende in giro e io, che non ho ambizioni di carriera e dunque faccio un po’ quello che mi viene d’istinto,  rispondo a tono. Si crea un rapporto speciale. Funziona, sono la prima valletta parlante. Anzi, divento una co-conduttrice».
I momenti più spassosi?
«Un giorno, prima di registrare, Vianello mi fa bere della grappa. “Raimondo, non la reggo! Non faccia nessuna battuta che altrimenti poi mi prendono per alcolizzata!”».
Alt, curiosità: vi davate del lei?
«Per tutto il primo anno sì. Poi, un giorno, mi telefona a casa: “Simona, che ne dice se ci dessimo del tu?”».
Raccontava della grappa.
«Bevo e chiedo a Raimondo di non fare battute. Inizia la puntata e al primo momento di silenzio si sente un “hic” stile ubriacone. Poi ancora. E ancora una terza volta. È lui, che mi guarda e mi prende subito in giro: “Mi sa che qualcuno ha bevuto e non regge l’alcol”».
“Zig Zag” è un successo strepitoso.
«La gente mi ferma per strada, mi riconosce. Un giorno sono a Venezia con mio marito, con noi ci sono Tognazzi, Villaggio e le rispettive mogli. Ci facciamo un giro nelle calli e la star sembro io: tutti chiamano solo me!».
Dopo il successo, si replica con la seconda serie.
«Ma diventa un inferno».
Scusi, in che senso?
«Arriva la Mondaini e si complicano le cose».
È Sandra la seconda donna cui faceva riferimento all’inizio?
«Questioni di gelosia. Mi tratta male, dice ai tecnici delle luci di non perdere tempo con me, mi tartassa alle spalle e arriviamo anche a un paio di scontri diretti».
Simona, domanda inevitabile. Ma lei e Vianello... Sì, insomma... Avete avuto una storia?
«Noooooooooo, ma che dice? Nooooooo!!! La gelosia di Sandra non è sentimentale, ma professionale. Lei, abituata a essere la grande star protagonista, vede da casa il grande successo di Vianello in coppia con me, ragazza di 25 anni. E, probabilmente, non sopporta il mio modo di fare, lo considera irriverente nei suoi confronti».
Lei rifarebbe tutto?
«Un po’ ho sbagliato, il mio atteggiamento in effetti poteva sembrare indisponente, ero troppo istintiva e naturale, senza freni. Me la sarei dovuta giocare meglio».
Raimondo sapeva del rapporto difficile tra lei e Sandra?
«Sì, ma come fanno tutti gli uomini non si è schierato».
Quanto è durata questa situazione?
«A metà del secondo anno minaccio di andarmene. Mi bloccano per evitare che i giornali scrivano qualcosa. A fine stagione mi ritroverò fatta fuori. E non lavorerò mai più per Mediaset. Pensi che quando è morto Vianello la Rai mi ha chiamato per un ricordo. Mediaset no».
Cosa le ha dato fastidio del suo addio a “Zig Zag”?
«Che ho ricevuto accuse ingiustificate di cose che non ho mai fatto. E l’azienda mi ha sbattuto la porta in faccia. Ci sono rimasta malissimo».
Dopo l’addio a Canale 5 Simona Mariani che fa?
«La presentatrice di uno sponsor ufficiale del “Costanzo Show”. Poi un programma con Paolo Villaggio su Odeon. Infine stop. Basta tv per questioni d’amore».
Cioè?
«Mi innamoro di un ragazzo che ha 10 anni meno di me e per otto anni vivo solo per lui. Tempo buttato via che rivorrei indietro e...».
…e?
«Esco malissimo dalla storia. Ho 42 anni, mi guardo allo specchio e mi chiedo cosa voglio fare da grande. Decido di svoltare, mi rimetto in gioco e mi iscrivo a una scuola di teatro. Studio e inizio a recitare».
È sul palco che conosce la Mazzamauro, no?
«Andiamo in tournée insieme per due anni. Ricordo pessimo. Si atteggia da prima donna, a fine spettacolo mi chiama in camerino: “Simona, mi hai stroncato la battuta!”».
Negli ultimi anni invece si dà alle fiction.
«Lavoro praticamente in tutte, faccio “Un posto al sole” e per 7 anni “Vivere”. E penso: bene, ora torno nel giro. Invece nulla. Ora mi propongono solo ruoli da nonna di 65 anni. No, il mondo dello spettacolo ormai è riluttante, ecco perché ho deciso di non farne più parte. Meglio vendere oggetti dell’India. E, prima o poi, andarci di persona laggiù».
Simona, ultime domande veloci. 1) Conduttori che ora le piacciono in tv?
«Santoro. E Piroso».
2) Più bravi di sempre?
«Vianello».
3) L’attore più bello con cui ha lavorato?
«Celentano affascinante. Massimo Poggi bello».
4) Un film nel quale le sarebbe piaciuto interpretare una parte?
«“Le fate ignoranti”. Il mio sogno è di lavorare con Özpetek, pagherei per girare un film con lui».
5) Rapporto con la religione?
«Mi sento buddista. Ma un po’ cialtrona, nel senso che non pratico».
6) Ha paura della morte?
«Mi auguro che ci sia la reincarnazione».
7) Rapporto con il sesso?
«Inesistente ora. E comunque il sesso non è mai stata una priorità».
8) Qualcuno che vorrebbe riabbracciare?
«Mia madre».
9) Qualche domanda l’ha messa in imbarazzo?
«Assolutamente no».
Ultimissima. Simona, ha detto qualche mezza bugia?
«Nessuna. Forse ho detto troppe verità...».

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Commenti all'articolo

  • laurawoods57

    23 Aprile 2017 - 20:08

    Ciao, il mio nome è Laura Woods, stavo attraversando un articolo e scoprii un uomo chiamato dottor Akpabio. Ho sofferto di problemi di rottura con diversi tipi. Ho dovuto contattare l'incantesimo. Steve era sull'orlo di lasciarmi per un'altra donna. Ma sono rimasto positivo e credevo di riuscire a riportarlo indietro e farlo rimanere. Ecco che il dottor Akpabio mi ha aiutato. Steve e io siamo torn

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  • lu65ca

    24 Novembre 2010 - 10:10

    ...a Dell'Orto per questa intervista a una delle donne più belle che siano apparse (anche solo per poco) in TV. Forse il prototipo della valletta con personalità propria, a ricordare la sua dialettica con Vianello. Sicuramente donna di notevole bellezza e arguzia, immeritatamente accantonata e dimenticata. Tempo fa mi chiedevo che fine avesse fatto, perchè di lei poco si sa e poco si trova anche spulciando la rete. Ora dispiace sentirla un po' amareggiata, mentre le auguro davvero che la serenità trovata sia duratura. Ciao Simona & in bocca al lupo per ogni cosa! P.s. A me il film con Pozzetto non è dispiaciuto :)))

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  • betty63

    23 Novembre 2010 - 19:07

    ma oltre a Raimondo c'è qualcuno o qualcosa che ti piace? alla faccia del pessimismo! ma sei sicura di esserti curata adeguatamente? io credo che tu abbia bisogno veramente di un buon psicologo!

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Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell’Orto nasce a Crema (Cremona) il 5 dicembre 1968, ma è bergamasco di Verdello. Inizia a scrivere a Cremona (Mondo Padano), poi a Bergamo Oggi si specializza in sport e soprattutto calcio, seguendo per cinque stagioni, tutti i giorni, le vicende dell’Atalanta. Professionista dal 1996, lavora alla Gazzetta di Parma e poi è tra i fondatori de il Nuovo Giornale di Bergamo, dove fa il capo servizio dello sport. Nel 1999 sta per pochi mesi al bisettimanale Gazzetta di Lecco, poi va ad Avvenire per gli Europei del 2000 finché ad agosto 2000 viene assunto a tempo indeterminato a Libero, dove sei mesi dopo diventa capo servizio dello sport. Dal 2006 è inviato. Per Libero ha realizzato 100 interviste ritratto di calciatori spariti e negli ultimi 4 anni cura la rubrica Soggetti Smarriti.

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