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Dottor Sorriso

Creativo e un po' filosofo: chi è Giovanni Macrì, il "Bottura dei denti"

19 Luglio 2016

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La fama internazionale, la creatività, la ricerca della perfezione ma non dell’omologazione, il genio italico. Non a caso viene definito dagli addetti ai lavori “il Bottura dei denti”. Non armeggia con pentole e padelle ma con altri strumenti. Non cucina cibi ma fa diventare le persone più belle, una forma d'arte anch'essa, sicuramente la più utile tra tutte.

Il dottor Giovanni Macrì, dentista dei vip, in Italia è molto conosciuto, ma da alcuni mesi il suo nome ha scavalcato i confini  nazionali e si è fatto conoscere all’estero. Nel suo studio in Via Andegari, viuzza vicino a Via Manzoni, a Milano, arrivano pazienti dalla Colombia, California, Kazakistan, Canada, Svizzera, Olanda. “Una mia paziente molto nota, per privacy evito di fare il suo nome", ammette con Libero, "quando è andata in vacanza in California ha conosciuto un collega dentista che le ha detto: i tuoi denti li ha fatti Macrì di Milano”. Evidentemente lo stile lascia il segno.

Macrì riceve anche a Londra e Bergamo, ma è nel capoluogo lombardo che arrivano i vari Pippo Baudo, Piero Chiambretti, Alessandro Sallusti, Daniela Santanché (e adesso il principe Dimitri, nuovo compagno di Daniela). E poi Maddalena Corvaglia, la bella Alessia Tedeschi, Bianca Balti, modella internazionale che ha contribuito a portare il lavoro di Macrì  - grazie al suo nuovo e scintillante sorriso – in giro per il mondo. E poi mogli di ministri stranieri, Flavio Briatore, Max Biaggi, Fiammetta Cicogna, la giornalista sportiva Michela Persico.

Ma perché il "Bottura dei denti"? Macrì è un po’ imbarazzato, ma risponde: “Mi considerano molto crativo”. E spiega: "Cinquanta anni fa esistevano i sarti e le sarte in ogni angolo. Poi sono arrivati i vestiti confezionati e i sarti sono spariti, restano solo i migliori. Così sta accadendo per i denti. I dentisti 'normali' spariscono per colpa di questi grandi centri commerciali dei denti a ogni angolo”.

Qual è il piatto forte del dottor Macrì? “Ho diffuso per primo un nuovo tipo di dente in zinconio: bianchissimo e senza metalli. Non uso più la luce per lo sbiancamento, ma altre tecniche”. La nuova moda? “Mentre 40 anni fa andavano molto i denti piccoli, per un effetto-dentiera, adesso il gusto è completamente cambiato: meglio i denti grandi, quasi maschili. E i sorrisi molto geometrici”. L’ultimo grido? “Prima gli incisivi centrali erano più lunghi, adesso vanno pari. Per esempio: Michela Persico, giornalista di Mediaset”. Sua paziente, ovviamente.

L’aspetto riconosciuto del lavoro di Macrì è che i suoi sorrisi non sono fatti con lo stampino, per dirla volgarmente. “Faccio dell’imperfezione un punto di forza”, spiega, trasformandosi quasi in un filosofo, in un esteta. “Ci sono due tipi di sorriso", teorizza, "Quello statico e quello dinamico. Il primo, in arte, si può accostare alla bellezza del Canova. Il secondo a Mirò. Il bello è una via di mezzo tra l’armonia e le sue regole auree e l’imperfezione. Quello è il mio gusto”. Perché, secondo Macrì, profeta della telegenia del sorriso, che nell’epoca dei social e delle foto su Instagram è desiderata da tutti quanti, non solo dai conduttori e dalle showgirl, oggi il sorriso è il nuovo sguardo. Uno specchio dell'anima capace di parlare più di mille parole.

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