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Fuori dal coro

Feltri: "Sul caso Yara-Bossetti ecco tutto quello che non torna"

30 Giugno 2014

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Vittorio Feltri

Fuori dal coro: Vittorio Feltri è l'unico editorialista che oggi guarda con scetticismo la condanna mediatica che sta subendo Massimo Giuseppe Bossetti, presunto assassino di Yara Gambirasio. Nel giorno dell'annuncio choc di Angelino Alfano  il Giornale aveva titolato scrivendo a caratteri cubitali "Due schifezze d'uomini" riferito anche all'uomo di Motta Visconti che aveva ammazzato la moglie e i due figlioletti perché si sentiva "incastrato" dalla vita familiare. Oggi, però, Feltri fa un passo indietro.

Il Dna - Nel pezzo che parte dalla prima il fondatore di Libero, parlando del Dna, lamenta il fatto che "nessuno osa mettere in dubbio gli esami di laboratorio, anche quando sono sballati", dichiara: "Noi, a differenza dei periti, siamo pieni di dubbi e non abbiamo certezze. Rifiutiamo i dogmi, anche quelli che escono dalle provette", e aggiunge una serie di considerazioni sulle indiscrezioni che emergono ogni giorno sulla stampa.
"Dato che il Dna non basta a inchiodare una persona alle sue eventuali responsabilità", scrive Feltri, "i signori investigatori si affannano per trovare altri indizi - di contorno - allo scopo di provare la colpevolezza del Bossetti, muratore in proprio, marito senza macchia e padre affettuoso di tre figli. Sul conto del quale cosa è stato trovato di decisivo? Nulla. Ma solo un monte di pettegolezzi insignificanti spacciati per importanti indicazioni per chi desideri sollevare sospetti sulla sua personalità".

Il pub - Feltri fa l'esempio del Corriere della Sera che ha titolato uno dei tanti articoli dedicati al caso: "Si è contraddetto. Amava ballare e fare il brillante". Sommario, due righe: "Le serate latino americane al disco pub; e quelle bugie in apparenza inutili". Il direttore copia poi fedelmente le prime righe del pezzo del Corsera: Prima e dopo la scomparsa di Yara frequentava la Toscanaccia, locale a pochi passi da casa di Yara". "Capite, cari lettori, come si fa a identificare uno sporco omicida?", tuona Feltri. "Se uno frequenta talvolta un pub deve essere un tipo pericoloso, un pedofilo con tendenze omicide. Se poi costui ama il ballo ed è brillante, be', allora diffidate perché se avete in famiglia una adolescente rischiate di perderla, morta ammazzata da lui. Quanto alle incursioni di Bossetti alla «Toscanaccia», attenzione: i clienti della citata trattoria sono tutti potenziali criminali, anche io che vi ho cenato spesso, essendo il locale di proprietà di Marco Falconi, titolare dell'omonima osteria di Ponteranica dove la domenica sera mi reco spesso con moglie e amici senza assistere, tra una portata e l'altra, a episodi di violenza carnale e a omicidi seriali".

Il cellulare - Altro indizio è quello che cellulare di Bossetti la sera della scomparsa della fanciulla si agganciò all'antenna di Brembate. "Ma fatemi il piacere", sbotta Feltri. "Il muratore abita a Mapello, a uno sputo da Brembate, e quando rincasava inevitabilmente passava nei pressi dell'abitazione di Yara. Non è vero, gridano gli investigatori. Poteva percorrere una strada più breve. Come se non fosse pacifico che chiunque sceglie il tragitto meno trafficato e non il più breve".

La calce - Altri indizi, "egualmente inconsistenti e direi cretini", puntualizza Feltri sono quelli della calce nei polmoni della vittima." Il lavoratore edile ovviamente maneggiava la calce. Nei polmoni della vittima sono state rilevate tracce della suddetta polvere. Significa che è stato lui a farla morire. Davvero? Non si considera che anche il padre della ragazza, nella sua veste di geometra, trascorreva molto tempo nei cantieri, ambienti dove la calce non è estranea?".

La moglie - E ancora: la moglie di Bossetti non ha saputo rispondere alla domanda : dove era il marito la sera dell'omicidio. "Chi di voi è in grado di rammentare come si comportò tre anni e mezzo fa?", chiede Feltri. "Se a me chiedono in quale luogo mi trovassi mercoledì scorso, sarei in difficoltà a rammentarlo. Figuriamoci se la memoria è capace di trattenere le mie mosse negli anni trascorsi. Non c'è cristiano al mondo che annoti sul diario i particolari delle proprie azioni giornaliere". La conclusione di Feltri è che "se Bossetti merita l'ergastolo, bisogna esibire le prove certe della sua colpevolezza. Il gossip non basta".

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    14 Agosto 2014 - 12:12

    Caro Vittorio, tutto giusto quello che dici, però, devi ammettere che gli indizi, specialmente quando sono tanti e coincidono, pesano e come! Comunque, devi convenire che certi atteggiamenti, abitudini e frequentazioni sono in contrasto con quelli di un uomo dedito alla moglie ed ai propri figli!

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  • antonio121c

    08 Luglio 2014 - 11:11

    Le osservazioni di Feltri fanno venire seri dubbi. Non esiste peggior crimine che incolpare un innocente.

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  • Owerlands

    06 Luglio 2014 - 19:07

    Ma a nessun magistrato è venuto in mente che dopo l'arresto di Bossetti se detto cha la povera Yara è stata masacrata e lasciata in agonia. L'assasino avrebbe lasciato sul corpo della vittima una montagna di DNA e non 1 sola!no!!!!!!!!!!!! Ma a nessun magistrato vien il dubbio di un errore

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