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Conchita Wurst in Europa, la vittoria di Matteo Renzi: nell'Ue si parla di gay e trans barbuti, non di lavoro

28 Settembre 2014

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Conchita Wurst  in Europa, la vittoria di Matteo Renzi: nell'Ue si parla di gay e trans barbuti, non di lavoro

Prima di dire che il semestre di presidenza italiana del Consiglio d’Europa è un fallimento, aspettiamo un mese. Vero, avremmo dovuto approfittare di questo periodo per ottenere una nuova politica per la crescita e l’occupazione, ed è chiaro non ci riusciremo: sarà un miracolo se si svolgerà a Torino quel summit sul lavoro che lascerà tutto come prima. Ma il 28 ottobre, finalmente, Renzi potrà di dire di avere portato a casa un risultato.
Quel giorno, nella sede del Consiglio d’Europa a Bruxelles, si svolgerà l’evento più significativo voluto dalla presidenza italiana: una «conferenza ad alto livello» (l’ennesima) contro la discriminazione degli omosessuali e dei transgender. Presenti, per l’Italia, l’ambasciatore presso la Ue, Stefano Sannino, il direttore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni, Marco De Giorgi, e il renziano Ivan Scalfarotto, dirigente del Pd e sottosegretario alle Riforme.

Scalfarotto avrà il compito più importante: il discorso di chiusura a nome del governo italiano. Ma non sarà solo. Accanto a lui ci sarà l’ospite d’eccezione, la carta che Renzi si gioca per ottenere visibilità: Conchita Wurst, la cantante transessuale austriaca con capelli lunghi e barba che ha vinto il festival europeo della canzone ed è previsto che si esibisca l’8 ottobre a Bruxelles, davanti alla sede del Parlamento. La drag queen, che nella bozza del programma ufficiale è presentata come «la voce inarrestabile per l’uguaglianza», porterà la propria testimonianza e invocherà leggi nuove e più stringenti contro la discriminazione. Prima di loro sfileranno il vicepresidente del parlamento europeo Ulrike Lunacek (austriaca, verde, dichiaratamente lesbica), il commissario alla Giustizia e alla Cittadinanza Martine Reicherts, lussemburghese, e molti altri impegnati nella battaglia pro-gender. Saranno presenti 250 “decision maker” e professionisti delle istituzioni, delle agenzie e delle organizzazioni non governative di tutta Europa. Al termine, l’immancabile pranzo al buffet.

Grazie alla signorina Wurst, Renzi e Scalfarotto si preparano così a replicare uno dei classici della sinistra: spostare l’attenzione dalla politica economica (disastrosa) alla polemica per i diritti civili. La leva europea può servire a Renzi anche per sbloccare le partite incagliate sul fronte interno. La legge sull’omofobia, infatti, è bloccata al Senato dopo essere stata votata alla Camera. Scalfarotto intende farla approvare entro l’anno, ma l’impresa pare ardua, anche a causa delle forti divisioni nella maggioranza. Ancora più complicato il varo della legge sulle unioni civili, che Renzi si è impegnato a condurre a termine nei prossimi mille giorni (a giugno disse che l’avrebbe fatto entro settembre).

Quello che il Parlamento italiano non intende far passare, però, può arrivare a Roma spedito direttamente da Bruxelles. Non a caso, il programma della conferenza che vedrà protagonisti Scalfarotto e la Wurst prevede che si discuta di «come le politiche di uguaglianza in differenti aree di competenza dell’Unione possono essere rafforzate e istituzionalizzate». Se in sede europea l’identità sessuale è ufficialmente declassata da differenza biologica a semplice dato culturale, se il riconoscimento del matrimonio tra omosessuali viene sancito come un diritto fondamentale della persona, gli Stati che non si adeguano finiscono accusati di razzismo e discriminazione. Ed è questo il disegno, assai poco nascosto, che sta dietro alle simpatiche apparizioni della signorina Wurst ai più importanti tavoli istituzionali europei.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • Logmain

    29 Settembre 2014 - 12:12

    Articolino ridicolino di chi non sa cosa scrivere per riempire spazi vuoti. Comunque la Wurst non è un transessuale ma solo un travestito ... differenza non irrilevante.

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    • Lele88

      29 Settembre 2014 - 14:02

      Per te sarà pure un articolino ridicolo, ma sapere di ciò che si discute in europa a me interessa... Non credo che la discriminazione sessuale sia il tema più importante da affrontare al parlamento europeo, vista la crisi che attanaglia l'intero continente, il rischio attentati, il rischio ebola, l'invasione degli immigrati e chi più ne ha più ne metta! Le priorità sono altre.

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      • Logmain

        29 Settembre 2014 - 17:05

        eh Lele88 sogni bene tu ... pensi proprio che a loro manca il tempo di dedicarsi ad altro ? Che basti una conferenza per stravolgere le agende europee? Illuso, i motivi sono ben altri non certo le presunte distrazioni sui diritti civili che comunque così banali e insignificanti non sono.

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  • esasperata49

    29 Settembre 2014 - 11:11

    e noi paghiamo questi personaggi a Bruxelles per legiferare queste schifezze? Ma che pensino alle cose serie. Le persone "diverse" ci sono sempre state ma non hanno mai rotto le tasche con così tanta insistenze e sostenute dalla politica. Che Renzi porti avanti altri problemi più seri, immigrazione, aiuti all'agricoltura etc. Forse non lo fa perchè non ne è capace.

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  • Lele88

    29 Settembre 2014 - 10:10

    Se queste sono le priorità del consiglio d'europa a Bruxelles, siamo messi davvero male! Mi viene il vomito!

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