Il cavallo di battaglia

Grillo: "Uscire dall'euro non è un tabu"

Andrea Tempestini

Uscire dall’euro non è un tabù. Beppe Grillo ribadisce la sua proposta di abbandorare la moneta unica e chiede che l’Italia prenda in seria considerazione questa ipotesi. In un’intervista pubblicata sul sito internet dell’agenzia Bloomberg, il leader del Movimento 5 stelle, fresco del successo alle elezioni amministrative, ripete che "l'euro è un cappio al collo che si restringe di giorno in giorno" e che dunque, ritornare alla lire attraverso una svalutazione del 40-50% anche se non risolverà tutti i problemi economici del Paese, renderà le nostre esportazioni più competitive". Grillo: "Napolitano mi ringrazi. Senza di me torna il fascismo" Leggi l'approfondimento L'esempio danese - In verità il comico ligure aveva già invocato la fine della moneta unica. Anzi, ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia polemici. Circa un mese fa, Grillo aveva sostenuto di "valutare una seria proposta di rimanere in europa con il minor danno possibile, uscire dall'euro, non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte". Lo stesso concetto fu espresso qualche giorno dopo sul suo blog, in un post in cui si leggeva che in realtà "dall'euro siamo già usciti, l'euro non rispecchia più il valore della nostra economia, al massimo il 60 per cento. Uscire dall'euro - aveva già tuonato - non deve essere un tabù. Gran Bretagna e Danimarca sono parte della Ue e hanno mantenuto le loro monete. Si può fare, bisoga iniziare a discutere. Non è mai troppo tardi per tornare indietro da una strada lastricata per l'inferno". Ruba voti a Di Pietro - Beppe Grillo continua a tenere alta l'attenzione su di sè dopo aver sbancato alle elezioni amministrative: il Movimento 5 Stelle ha eletto il suo primo sindaco, ha spedito il suo candidato al ballottaggio a Parma ma soprattutto ha fatto incetta di consensi. Grillo ha pescato a piene mani dai delusi e dall'esercito degli ex non-votanti. Ma dall'analisi dei flussi elettorali risulta che sia l'Idv di Antonio Di Pietro ad aver perso più consensi, reindirizzati verso le 5 Stelle. E così, Tonino, riconosce la sconfitta e strizza l'occhio a Grillo: "Beppe, vieni con me".  Cresce la fronda anti-Grillo - Ma tra le 5 Stelle, nei giorni della grande vittoria, non è tutto rosa e fiori. Il divieto imposto a chi vuole andare in televisione, le precedenti uscite di Grillo (quelle filoleghiste sulla cittadinanza ai figli degli immigrati e quelle sulla mafia), nonché le polemiche sui candidati imposti, costano a Beppe una nutrita serie di polemiche: all'interno del Movimento cresce la fronda contraria alla leadership del comico genovese.