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Falcone: la sorella Maria, 'la mafia non è vinta, è sempre presente'

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Palermo, 22 mag. (Adnkronos) - “Sono passati 28 anni ma per me è come se fosse ieri. E non solo perché Giovanni era mio fratello, ma per l'attualità di quello che ha fatto, di quello che ha detto, il suo essere all'avanguardia, ancora oggi, nella lotta alla mafia. La sua 'modernità' è davanti agli occhi di tutti”. Alla vigilia dell'anniversario della strage di Capaci, Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone, in un'intervista all'Adnkronos, ricorda così il fratello e giudice ucciso da Cosa Nostra nell'attentato in cui persero la vita anche la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. E ribadisce che oggi "non bisogna pensare che la mafia è vinta", perché "è sempre presente"

Un XXVIII anniversario che quest'anno, causa Covid 19, non vedrà la Nave della Legalità arrivare al porto di Palermo carica di studenti, i dibattiti nell'aula bunker, né tanto meno i cortei con striscioni e canti fino all'albero Falcone di via Notarbartolo. Ma sarà comunque un 23 maggio sentito, "moderno", in cui la vicinanza fisica dei cortei lascerà il posto a quella social del flash mob ‘Palermo chiama Italia al balcone'. E a un filo che collega il senso del dovere di Falcone, e di chi è morto lottando contro la mafia, “a quello di tanti medici, infermieri, forze dell'ordine, protezione civile, che in questi mesi hanno lottato contro un nemico invisibile per salvare vite”.

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