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Coronavirus: Milano omaggia le vittime con il Requiem e prova a ripartire

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Milano, 4 set. (Adnkronos) - Un appuntamento simbolo della rinascita di Milano e del Paese, un omaggio alle vittime del coronavirus. Con il Requiem in Duomo a Milano, diretto dal maestro Riccardo Chailly, la Scala riprende la sua attività dopo il lungo lockdown e lo fa - alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e dell'arcivescovo Mario Delpini - con un messaggio pieno di significato. Una scelta che si ripeterà in due città particolarmente ferite dal Covid-19 come Bergamo e Brescia.

"Tutti i musicisti sono coscienti del carattere storico di questo concerto, il pensiero va alle famiglie che hanno sofferto, ai morti e alle persone ricoverate negli ospedali", spiega il sovrintendente del Teatro alla Scala Dominique Meyer impaziente di ripartire. Giuseppe Verdi compose il Requiem in ricordo di Alessandro Manzoni, la cui descrizione della peste nei 'Promessi sposi' è stata evocata più volte nei mesi scorsi. "Milano presenta questa sera le sue ferite - sono le prime parole del breve discorso pronunciato dall'arcivescovo di Milano, Delpini -. Questa terra porta qui stasera le sue ferite, i suoi troppi morti, i troppi malati".

Una Lombardia divisa tra una "certa presunzione di onnipotenza" e "le meschinità delle beghe, le banalità dei discorsi, le contrapposizioni pretestuose, mentre sarebbe necessaria una alleanza, una coralità per affrontare insieme le sfide e le lacrime di questo tempo", aggiunge l'arcivescovo. Terra fiera che questa sera accoglie nella Cattedrale tra le autorità presenti, tra cui il prefetto Renato Saccone e l'ex premier Mario Monti, alcune decine dei lavoratori diventati eroi nell'emergenza.

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