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Tumori: da Milano la dieta mima-digiuno che 'affama' il cancro al seno

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Milano, 24 set. (Adnkronos Salute) - Ortaggi della dieta mediterranea e frutta secca per un mix calibrato di vitamine e sali minerali; solo grassi buoni; niente proteine, ma soprattutto pochissimi zuccheri. E' la dieta 'affama' cancro formulata a Milano, dai ricercatori dell'Istituto nazionale tumori (Int) anche in base a studi condotti nei laboratori Ifom (Istituto Firc di oncologia molecolare) e Ieo (Istituto europeo di oncologia). Un regime alimentare mima-digiuno protagonista di uno studio chiamato 'Breakfast', avviato a maggio su donne con una forma di tumore al seno - quello triplo negativo - che rappresenta il 15-20% dei carcinomi mammari ed è la più aggressiva, associata a un maggiore tasso di recidiva entro i primi 5 anni dalla diagnosi e con poche speranze di cura specie in caso di metastasi.

Questo l'obiettivo dei ricercatori, che ne hanno parlato oggi durante un evento streaming: "Capire quanto la restrizione calorica glucidica e proteica", una dieta ipoglicemizzante "ciclica utilizzata come se fosse un farmaco, possa migliorare l'impatto della chemioterapia, da sola o in associazione all'antidiabetico metformina". Le pazienti coinvolte sono donne tra i 18 e i 75 anni, con diagnosi di tumore al seno triplo negativo senza metastasi e candidate all'intervento chirurgico, al momento l'unica strategia possibile per cercare di fermare la malattia. L'Int punta a reclutarne 90.

"La dieta che stiamo utilizzando è una terapia sperimentale del tutto innovativa, che nasce dalla combinazione di solidi studi preclinici e clinici sul metabolismo tumorale, e dalla tradizione del nostro Istituto a considerare gli approcci nutrizionali come potenzialmente terapeutici - afferma Filippo de Braud, direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia medica ed Ematologia dell'Int - La stiamo già utilizzando da tempo nell'ambito delle nostre ricerche, con obiettivi diversi" e contro diversi tumori: seno, ma anche melanoma e polmone.

Ma quali sono gli ingredienti? La dieta sperimentale 'made in Int' contiene "cibi freschi della nostra alimentazione mediterranea a basso contenuto di carboidrati e di proteine", spiegano gli ideatori, e prevede "un apporto calorico pari a circa 1.800 Kcal suddivise in 5 giorni. Viene ripetuta ogni 21 giorni per 8 cicli, in parallelo alla chemioterapia". I cibi permessi sono "essenzialmente verdure (prevalentemente insalata, zucchine e verdure a foglia verde), olio d'oliva e frutta secca". Escluse invece "carote, zucca o patate, a causa del maggiore contenuto in carboidrati. No anche alle proteine di ogni genere, cioè carne, pesce, formaggi e legumi".

Lo studio Breakfast, chiarisce Claudio Vernieri, medico oncologo presso la Breast Unit del Dipartimento Int diretto da de Braud e Group Leader del programma 'Riprogrammazione metabolica nei tumori solidi' in Ifom, "vuole aumentare la capacità della chemioterapia di indurre risposte patologiche complete, cioè l'assenza di tumore invasivo sia a livello mammario sia a livello dei linfonodi asportati durante l'intervento chirurgico, producendo dunque l'azzeramento delle cellule tumorali vitali, che si associa a una significativamente più elevata probabilità di guarigione definitiva del paziente dal tumore. Abbiamo stabilito come obiettivo principale l'incremento delle risposte patologiche complete dal 45%, che è il dato storico di letteratura con la sola chemioterapia, al 65% con gli approcci sperimentali proposti. E' una meta ambiziosa, ma i dati preclinici sono così forti da indicarci che questa potrebbe essere una strada rivoluzionaria".

Il regime dietetico utilizzato "risulta in grado di produrre profonde modificazioni del metabolismo di zuccheri, aminoacidi e acidi grassi, colpendo in tal modo il metabolismo della cellula tumorale - precisa Vernieri, che ha ricevuto un finanziamento specifico da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro allo scopo di studiare l'impatto del metabolismo degli aminoacidi nell'efficacia della dieta sperimentale presso Ifom - A differenza di quello che si può pensare è un regime alimentare ben sopportato, come abbiamo visto anche coi precedenti studi, tanto da permettere di svolgere le abituali attività lavorative, ovviamente se non sono troppo dispendiose dal punto di vista fisico. Inoltre abbiamo creato una rete stretta coi pazienti, dai quali riceviamo tutte le sere via mail oppure sms un resoconto della giornata e siamo disponibili in qualunque momento, compreso il weekend, per risolvere ogni dubbio o problemi di salute. Questo tipo di supporto aumenta la compliance e riduce al minimo il rischio di effetti collaterali".

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