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Aids: ogni 100 secondi 1 under 20 contagiato, rapporto Unicef

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Roma, 25 nov. (Adnkronos Salute) - Ogni 100 secondi un bambino o un giovane sotto i 20 anni viene contagiato dall'Hiv, portando il numero totale di under 20 che convivono con il virus dell'Aids a 2,8 milioni. E' quanto emerge dal nuovo rapporto dell'Unicef sui dati 2019, nel quale si denuncia come gli sforzi per la prevenzione e la cura dei bambini rimangano tra i più bassi nelle popolazioni maggiormente colpite. Nel 2019, infatti, poco più della metà dei bambini nel mondo ha avuto accesso a cure salvavita, un tasso significativamente basso rispetto alla copertura delle madri (85%) e di tutti gli adulti con Hiv (62%). Drammatico anche il numero dei morti per Aids, circa 110mila bambini: 79mila nella fascia di età tra 0-9 anni e 34mila tra 10 e 19.

Secondo il rapporto, nonostante i progressi negli anni di lotta contro Hiv e Aids persistono profonde disparità regionali tra tutte le popolazioni, soprattutto per i bambini. La copertura pediatrica delle cure antiretrovirali è più alta in Medio Oriente e Nord Africa (81%), seguiti da Asia meridionale (76%), Africa Orientale e Meridionale (58%), Asia dell'Est e Pacifico (50%), America Latina e Caraibi (46%) e Africa Occidentale e Centrale (32%).

"Anche se il mondo lotta contro una pandemia globale, centinaia di migliaia di bambini continuano a subire i danni dell'epidemia di Hiv", ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale Unicef. "Non c'è ancora un vaccino contro l'Hiv, i bambini vengono ancora contagiati a tassi allarmanti e muoiono ancora per Aids. Questo accadeva ancora prima che la pandemia di Covid-19 interrompesse le cure e i servizi di prevenzione vitali contro l'Hiv, mettendo ancora più vite a rischio".

La crisi pandemica da Covid-19 - sottolinea l'Unicef - ha ulteriormente ampliato le disuguaglianze di accesso ai servizi salvavita contro l'Hiv per i bambini, gli adolescenti e le donne in stato di gravidanza, ovunque. In un recente sondaggio condotto dall'agenzia Onu per l'infanzia su 29 paesi prioritari per l'Hiv, in un terzo la copertura dei servizi per bambini, adolescenti e donne con Hiv o a rischio è diminuita del 10% o più rispetto ai dati comparati a prima della pandemia.

E i dati Unaids sull'interruzione dei servizi per l'Hiv illustrano ulteriormente l'impatto della crisi sanitaria da Covid-19: tra aprile e maggio, in coincidenza dei lockdown parziali o totali, le cure pediatriche contro l'Hiv e i test della carica virale per i bambini in alcuni Paesi sono diminuiti tra il 50% e il 70% e gli inizi di nuove cure sono diminuiti del 25-50%. Analogamente, anche il parto in strutture sanitarie e le cure per le madri sono diminuiti del 20-60%, i test Hiv per le madri e l'avvio alle cure antiretrovirali sono diminuiti del 25-50% e i test per i neonati sono diminuiti di circa il 10%.

Anche se l'allentamento delle misure di controllo e gli interventi strategici su bambini e donne in stato di gravidanza hanno portato a una ripresa dei servizi negli ultimi mesi, rimangono ancora molte sfide - avverte l'Unicef - e il mondo è ancora lontano dal raggiungere gli obiettivi pediatrici globali 2020 per l'Hiv. Da qui la richiesta a tutti i governi di proteggere, sostenere e accelerare i progressi nella lotta all'Hiv nei bambini attraverso servizi sanitari essenziali e rafforzando i sistemi di sanità pubblica.

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