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Coronavirus: Federvini, nel 2020 consumo vino fuori casa -39% e liquori -43% (2)

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(Adnkronos) - "I dati parlano da soli e le proiezioni di fine anno sono molto preoccupanti, in vista soprattutto di un momento particolarmente importante come le festività natalizie che rappresentano l'occasione di consumo per eccellenza”, sottolinea Piero Mastroberardino, presidente dell'azienda agricola Mastroberardino. “Senza dubbio vi saranno casi di aziende più o meno penalizzate da questo quadro, in ragione delle differenti formule di business, ma nel complesso per il settore del vino proiettare una caduta pari al 40% significa registrare l'imminenza di una voragine che impone una più seria e consistente strategia di reazione focalizzata su due principali traiettorie: interventi a breve termine in grado di sostenere le imprese nella contingenza più esplosiva della crisi e misure strutturali di medio-lungo termine atte a gettare le basi per il rilancio e il recupero di competitività della filiera. Un maggiore ascolto da parte delle Istituzioni è condizione essenziale per la tenuta di un comparto profondamente ramificato nella comunità nazionale, e nell'intero territorio del Paese”.

Differenze significative sussistono tra le diverse regioni: per i vini si va da un calo del 42% annuo per la Lombardia a una flessione del 34% del Molise, mentre per gli spiriti risulta essere ancora la Lombardia la più penalizzata (-48%) per chiudere con la Puglia (-38%).

“E' indubbiamente uno scenario gravissimo che colpisce duramente anche il settore degli aperitivi e degli spiriti della tradizione italiana. Prodotti che sono consumati prevalentemente nel fuori casa, canale per ovvi motivi, a regime ridotto”, dichiara Marco Ferrari, ceo di Gruppo Montenegro. “Il nostro settore e le aziende che lo rappresentano sono orgogliosi del ruolo di creazione di valore economico e finanziario che ricoprono nei territori e nelle filiere collegate. Affinché siano in grado di mantenere vivo tale ruolo, occorre intervenire con urgenza e concretezza riducendo in modo significativo le accise ed eliminando inutili oneri amministrativi, tra i quali, il contrassegno fiscale”.

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