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**Autostrade: Di Battista, 'vanno nazionalizzate, revoca concessioni non basta'**

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Roma, 29 dic. (Adnkronos) - "Dopo gli arresti dei massimi dirigenti di ASPI tra i quali l'ex amministratore delegato Castellucci, e soprattutto dopo la pubblicazione dei risultati delle perizie dei tecnici sul crollo del Ponte Morandi, neppure la revoca della concessione è sufficiente. Lo Stato deve tornare a controllare le autostrade: oltretutto si tratta di infrastrutture costruite grazie alle tasse dei cittadini, dei consumatori". Lo scrive su Tpi.it Alessandro Di Battista.

"Sono passati 868 giorni dalla strage di Genova. 868 giorni duranti i quali la famiglia Benetton ha continuato a incassare pedaggi su pedaggi. Ci sono stati 43 morti, centinaia di sfollati, arresti illustri e parole scritte nelle perizie sul crollo che gridano vendetta", rimarca l'esponente M5S in un lungo articolo in cui ricorda Enrico Mattei, "uno degli italiani più coraggiosi del dopoguerra", e la sua guida illuminata dell'Eni.

"Nel Paese delle etichette facili - scrive ancora Di Battista - chi ritiene che nazionalizzare le autostrade, a partire da quelle dei Benetton, sia una soluzione di civiltà è considerato un pericoloso statalista". Negli anni '90, "per far quadrare i conti ed entrare nei parametri imposti dall'Unione europea, sedicenti governi progressisti – che avrebbero dovuto seguire le orme di Mattei – svendettero gioielli pubblici ai privati. Quote delle partecipate di Stato, gestioni degli aeroporti, concessioni autostradali. Il pubblico esiste ancora, ma, quantomeno per quel che riguarda le autostrade, gestisce ciò che non è redditizio. ANAS amministra decine di migliaia di chilometri di strade. Alcune tratte le gestisce bene, altre meno. Il punto è che gestisce quelle meno vantaggiose. Le galline dalle uova d'oro, come l'A1, la Bologna-Padova o la Milano-Torino, ovviamente, sono state date in concessione ai privati".

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