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Recovery: Cida, governance consenta l'accesso di competenze manageriali

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Roma, 8 apr. (Labitalia) - "La governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza che il premier Draghi ha illustrato agli enti locali, è sicuramente apprezzabile per l'individuazione di precisi livelli di decisione e di responsabilità: ci auguriamo che nelle task force chiamate a collaborare territorialmente siano previste modalità di accesso per quelle competenze manageriali in grado di garantire l'elaborazione e la messa in opera dei progetti". Lo ha detto Mario Mantovani, presidente di Cida, la Confederazione dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità, commentando le anticipazioni che emergono dall'incontro Governo-enti locali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.

"Fin dai primi incontri istituzionali sul Pnrr - ha chiarito - Cida ha insistito sulla necessità di avere una governance chiara, che consentisse l'innesto di professionalità e competenze indispensabili per dare concretezza ai progetti, con cronoprogrammi rigorosi, analisi dei costi, verifica dei risultati. Crediamo che questo obiettivo si possa perseguire attraverso una collaborazione fra pubblico e privato, sia attivando le società già presenti nell'ambito della Pubblica amministrazione (Invitalia, Sogesid, Sace-Simest) potenziandone le competenze manageriali, sia ricorrendo alle società di consulenza, quelle più grandi e strutturate. Per garantire il buon funzionamento di questo rapporto pubblico-privato, riteniamo utile la definizione di un contratto-quadro, che ne disciplini termini e regole e ne esalti le sinergie, ricorrendo anche allo strumento dei concorsi, una volta sfrondati delle lungaggini burocratiche. Stesso discorso di efficienza va fatto per gli appalti, che vanno resi più semplici, snellendo e accelerando le procedure, con la necessaria flessibilità per consentirne l'uso anche agli enti locali".

"Insomma a nostro avviso - ha chiarito - occorre una scelta di fondo per realizzare una nuova versione del Recovery plan più solida e strutturata. Come Cida abbiamo evidenziato che le prime versioni del Pnrr non contenevano una chiara distinzione dei ruoli fra pubblico e privato. Distinzione che va, invece, evidenziata ed articolata. Se allo Stato spetta la programmazione centrale e gli interventi in settori quali la sanità o l'istruzione, il privato deve avere un ruolo anche in comparti industriali strategici, anche per attivare le risorse private. E' in quest'ambito che il ruolo del manager diventa indispensabile. Chiediamo perciò di essere maggiormente coinvolti, come categoria professionale, nei processi di programmazione, da cui derivino chiare scelte di politica industriale che, a loro volta, indicano gli spazi di intervento per l'attivazione di risorse private. E' questa la missione manageriale in grado di apportare valore aggiunto al nuovo Pnrr del governo Draghi".

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