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Superlega: avvocato Pezzano, 'scontro non conviene a nessuno, rivoluzione per diritti tv'

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Milano, 20 apr. (Adnkronos) - Lo scontro tra le società di calcio pronte ad aderire alla Superlega e la Uefa "non conviene a nessuno. L'impressione è che i club siano partiti alzando al massimo il tiro per avere la possibilità di sedersi al tavolo con una maggiore leva e chiedere di distribuire in modo diverso gli utili delle competizioni europee". L'obiettivo, fuori dai denti, delle società blasonate è avere più soldi. A parlare, intervistato dall'Adnkronos, è Gabriele Pezzano, avvocato torinese esperto in diritto dello sport.  I tempi dell'eventuale nascita della Superlega non sarebbero stretti, "non prima del 2022", e comporterebbe "una stagione di battaglie legali in cui nessuno sa cosa può davvero succedere, con mosse e contromosse che impegnerebbero a lungo la giustizia sportiva. Sicuramente c'è il tema dello statuto della Uefa, con la violazione dell'articolo 49 che indica che l'organizzazione delle competizioni è di propria esclusiva, ma anche lo statuto Fifa pone dei limiti ai propri affiliati. La nascita della Superlega, ossia di una società di diritto privato fuori dall'ordinamento sportivo del calcio come oggi lo conosciamo, sarebbe un inedito per il calcio europeo", spiega l'esperto legale. 

Non solo: la 'rivoluzione' voluta dai grandi club avrebbe ripercussioni anche sul settore dei diritti tv: "quelli legati al campionato si svaluterebbero, si aprirebbe invece un nuovo fronte, pure in termini di sponsor, per la nuova competizione e bisognerebbe chiedersi se la Champions League ha ancora senso. In questo caso le 12 società avrebbero un appeal senza precedenti, cancellando del tutto la possibilità che sul campo Golia possa battere Davide", aggiunge Pezzano. A risentirne sarebbero anche i contratti dei calciatori, altro tema è se l'eventuale divieto di vestire la maglia della Nazionale potrebbe voler dire violare un diritto del singolo.  "Sono convinto che la minaccia sia una cosa, ma la realtà sia un'altra cosa e la risposta a brutto muso non è realistica, perché non conviene a nessuno. Io credo che alla fine prevarrà un accordo tra le parti e che si arriverà, come vogliono le maggiori società sportive, a una distribuzione diversa degli utili da parte della Uefa per la partecipazione alle competizioni europee", conclude l'avvocato Gabriele Pezzano.

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