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Mottarone: procuratore tribunale Minori, 'Eitan torni in Italia, rivedrà nonni indagati'

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Milano, 14 set. (Adnkronos) - Non solo Eitan: ogni anno in Italia sono diverse decine i bambini contesi da chi tratta spesso i minori come pacchi postali. Storie che mostrano i limiti di alcuni adulti e che impegnano i tribunali per i Minorenni in processi non sempre rapidi. "A Milano i bambini sottratti all'estero e portati in Italia, quindi trattati da un giudice italiano, sono annualmente tra i 15 e i 20 casi. Un numero consistente e che si mantiene stabile", spiega all'Adnkronos Ciro Cascone, procuratore della Repubblica presso il tribunale per i Minorenni di Milano che ha competenza distrettuale e copre ben 8 province e 966 comuni lombardi. I casi "nella maggior parte si concludono con il tribunale che dispone il rientro del bambino", a meno di un accordo tra le parti.

"Il problema grosso è che quando si dispone il rientro può diventare complicato eseguirlo: è capitato che bambino e genitore scompaiono anche per periodi lunghi, così come è stato necessario talvolta ricorrere all'intervento delle forze dell'ordine". Difficile, invece, calcolare quanti minori lasciano l'Italia. "In alcuni casi ci avvisano, ma nulla possiamo fare - spiega Cascone - se non consigliare di attivare la Convenzione dell'Aja che prevede due strade: rivolgersi al ministero della Giustizia quindi attivare il canale diplomatico oppure rivolgersi direttamente al giudice straniero. E' preferibile la prima opzione per avere un'assistenza".

La Convenzione dell'Aja - l'attivazione va fatta entro un anno - "prevede che la decisione arrivi entro sei settimane dal momento in cui la domanda viene portata davanti al giudice. In Italia la legge che ha recepito la Convenzione sulla protezione dei minori ha abbassato e previsto addirittura solo 30 giorni, però complessivamente il tempo si allunga e altro ne occorre per eseguire il provvedimento. In realtà si può arrivare a sei mesi o un anno nei casi più complessi per avere una soluzione". Decisione che è solo nelle mani del giudice e che non può essere lasciata al minore.

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