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Ucraina: Tabacci, 'questione armi non romperà patto governo, senza aiuti un delitto'

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Milano, 14 mag. (Adnkronos) - "Non credo che sulla questione delle armi si rompa il patto di governo e in ogni caso il problema sarebbe eventualmente di chi dovesse decidere di rompere. La distinzione che viene fatta tra armi di offesa e armi di difesa è una discussione di lana caprina, come si fa a fare discorsi di questa natura?" A dirlo all'AdnKronos è Bruno Tabacci, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al coordinamento della politica economica, in merito all'ipotesi che i continui attacchi di Giuseppe Conte al presidente del Consiglio, Mario Draghi sulla questione dell'invio delle armi in Ucraina possano rompere il patto di governo.

"La pace - evidenzia Tabacci - che mi auguro si riesca ad ottenere prima possibile e che soprattutto sia duratura, sarà merito dell'eroismo del popolo ucraino. Se noi non avessimo aiutato l'Ucraina, avremmo consegnato alla storia un delitto, la sottomissione, se non dispersione o peggio, di un popolo intero". Ad oggi, osserva Tabacci, "cinque milioni e 500mila ucraini sono arrivati in l'Europa e 100mila sono invece stati tradotti, deportati, in Russia. Mi pare siano concetti un po' diversi. Chi ha scelto, liberamente, di fuggire dal conflitto ha scelto l'Europa. Che in Italia ci sia chi discute il fatto che noi stiamo dalla parte dell'oppresso mi sembra davvero troppo".

"Eppure - conclude - mi pare palese ormai che gli interessi di Putin siano e saranno sempre più in netto contrasto con quelli dell'Europa. E non per scelta dell'Europa ma di Putin stesso. Aggiungo che è una fortuna che alle ultime elezioni americane abbia vinto Biden. Diversamente con Trump alla Casa Bianca l'Europa avrebbe finito per essere stritolata".

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