Scuola

BULLISMO? A PARMA C'È CHI PREFERISCE PREVENIRE

Andrea Bisaschi

"Il bambino non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere!"  F.Rabelais Parto da questa splendida citazione che riassume in maniera molto nitida il mio pensiero per quanto riguarda la funzione che la scuola dovrebbe avere nei confronti dei giovani, ovvero accendere il fuoco della passione. Non esistono passioni di serie A e di serie B, e affinché i ragazzi possano appassionarsi a qualcosa devono provare. Il cimentarsi in cose nuove richiede curiosità e questa devono essere gli insegnanti a stimolarla dando loro la possibilità di provare diverse attività. A Parma l'Istituto Comprensivo Mario Lodi e il Liceo di Scienze Umane Olivetti, è una nuova realtà dalla quale prendere sicuramente esempio. Riporto il Patto Educativo che si trova sul sito della scuola: Fare scelte comporta assumersi impegni, progettare, perseguire obiettivi e mete, elaborare strategie ed essere disposti alla collaborazione nel rispetto dei ruoli. L’esperienza formativa e le norme ministeriali (cfr. DPR n. 249 del 24 giugno 1998, poi modificato dal DPR n. 235 del 21 novembre 2007, art. 5 bis) hanno portato Proges Educa e il corpo docente a delineare un patto formativo che chiarisce quali sono i valori di riferimento, qual è il ruolo di ciascuna componente e che cosa comporta affinché si verifichi un armonico integrarsi delle parti. Prima dell’iscrizione la scuola fornisce pertanto ai genitori una copia di tale Patto formativo, perché ne prenda visione insieme al figlio/a e, solo se lo condivide pienamente, lo sottoscriva. Questo atto stabilisce l’inizio di una alleanza educativa che si consoliderà lungo l’intero percorso scolastico per accompagnare ogni alunno/a nel proprio cammino. Il documento è parte integrante del POF e comprende anche il regolamento interno di Istituto. Il compito educativo che la scuola assume si realizza attraverso la collaborazione e l’armonico integrarsi di componenti diverse, ognuna insostituibile e ognuna con le proprie peculiarità: famiglie, docenti, Preside, Proges Educa e, naturalmente, ogni studente. Il contratto formativo rappresenta la sintesi degli impegni reciproci, si basa su un’alleanza educativa tra queste componenti e ne esplicita i doveri per il migliore conseguimento delle finalità cui tende il progetto dell’Istituto. In un momento storico in cui si parla quotidianamente di fatti gravissimi che avvengono nelle scuole del nostro Paese, è giusto evidenziare anche quelle realtà che si distinguono in positivo. Gli insegnanti dell'Istituto Mario Lodi e in particolare Giorgia Varisco e Davide Lo Duca, supportati dal Dirigente scolastico e sostenuti dalle famiglie degli alunni, hanno voluto fortemente dare ai ragazzi degli strumenti per diminuire la loro vulnerabilità.  Per la prima volta, da quando presto la mia consulenza nelle scuole, ho avuto il piacere di attuare un progetto di Educazione alla sicurezza personale in maniera trasversale, ovvero dalla scuola primaria (elementari) fino alla secondaria di secondo grado (superiori) passando per la secondaria di primo grado (medie), nello stesso Istituto. Ovviamente il progetto riguardava argomenti diversi a seconda dell'età degli alunni.  Nella terza elementare le lezioni sono state prevalentemente di natura pratica, ovvero facendo giocare i bambini alla lotta, insegnando loro a perdere la paura del contatto e sullo sviluppo dell'equilibrio dinamico a contatto, capacità quest'ultima coordinativa specifica propedeutica al lavoro che si farà successivamente per l'autodifesa. Educare i bambini al contatto è importantissimo in questa fase di crescita perché permette loro di sperimentare le proprie capacità e i propri limiti, sempre in modo giocoso, attraverso, e non contro, il compagno. Con i ragazzi delle medie le lezioni sono state sia di natura teorica che pratica. L'argomento principale di queste lezioni è stato il rispetto delle distanze, ovvero imparare a rispettare gli spazi degli altri e fare rispettare i propri. Imparare a proteggere la propria area intima, non solo fisica ma soprattutto psicologica, è necessario per diminuire la vulnerabilità individuale. Imparare il senso della distanza e la gestione degli spazi è fondamentale per prendere consapevolezza della propria corporeità e di come la postura e gli atteggiamenti diano a chi ci osserva una immagine di noi più o meno vulnerabile. Con i ragazzi della prima e seconda superiore le lezioni sono state sia teoriche che pratiche. A livello teorico abbiamo lavorato sulla consapevolezza del rischio, sulla prevenzione e sulla gestione di eventuali situazioni di pericolo. Dall'analisi dei principali fatti di cronaca nera, che tecnicamente viene definita previsione del rischio, si è passati a pianificare efficaci strategie preventive. Ho inoltre evidenziato l'importanza dell'utilizzo dei sensi e principalmente vista, udito e sesto senso, quell'intuito viscerale che tutti abbiamo ma in pochi purtroppo ascoltano. I sensi ci permettono infatti di alzare la soglia attentiva e quindi di percepire immediatamente situazioni di rischio, con il vantaggio di avere maggiore tempo per mettersi al sicuro mediante tattiche di elusione. I ragazzi sono poi stati coinvolti in giochi di ruolo affinché prendessero coscienza dell'importanza del linguaggio del corpo per comunicare efficacemente e l'importanza della coerenza tra comunicazione verbale e non verbale, per apparire credibili.  Andrea Bisaschi