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Vittorio Feltri, coronavirus: "Chi canta ai balconi antipatico come chi applaude ai funerali"

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Da qualche giorno, l'Italia chiusa in casa per combattere il coronavirus, a orari prestabiliti sui social, si affaccia ai balconi e si saluta. Canti, balli, applausi, giochi di luci sulle facciate delle altre case. Un modo per darsi coraggio, per sentirsi meno soli. Una soluzione peculiare che, in effetti può anche lasciare un poco spiazzati. E tra chi è spiazzato, tra quelli a cui quanto accade non piace più di tanto (eufemismo) c'è Vittorio Feltri. Il direttore di Libero dice la sua su Twitter. Un cinguettio breve, emblematico, che lascia poco spazio ai dubbi: "Quelli che dal balcone cantano le lodi del virus mi sono antipatici come coloro che battono le mani ai funerali", conclude Vittorio Feltri.

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