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Vittorio Feltri e la follia del politicamente corretto: "Immunità? No, imbecillità di gregge"

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Purtroppo nel nostro Paese non siamo ancora riusciti a conquistare l'immunità di gregge e il virus maledetto ci colpisce tuttora anche se molto di meno rispetto a un recente passato. Però possiamo consolarci: dilaga l'imbecillità di gregge, praticamente è inarrestabile. Ieri il Fatto Quotidiano ha pubblicato due pagine dedicate alla legge in corso di approvazione in Parlamento relativa alla omofobia. Tutto interessante fin dal titolo. Questo: Gay? No, froci. La destra contro il ddl Zan. In effetti gli omosessuali hanno ragione di pretendere di essere chiamati gay, però al di là della definizione rimangono froci e tra di loro si appellano proprio così. E chissenefrega delle parole. I fatti dicono che parecchi maschi preferiscono coricarsi con altri maschi anziché con donne come previsto dalla natura.

Non è il caso di scandalizzarsi se uno gradisce l'ano più della vulva, che sarà mai? Tuttavia è assurdo pretendere che la realtà non possa essere descritta con parole popolari italiane e si debba ricorrere ad anglicismi. Lo stesso problema si pone allorché si discuta di sessismo, di cui sono prevalentemente accusati gli uomini che, viceversa, ne sono vittime. In effetti quale è l'insulto più diffuso dalle nostre parti? Testa di cazzo. Una espressione spesso in bocca pure alle signore. Nessuna delle quali ha detto: testa di figa. Anzi, questo sostantivo, sebbene aggettivizzato, ormai è un complimento. Per dire che una cosa è bella si afferma che è una figata. Invece per sostenere che è brutta si afferma che è una cazzata. Non solo.

 

 

Un bel ragazzo viene gratificato con questa carineria linguistica: è un figo. Quindi ha vinto l'organo femminile su quello maschile, che è dispregiativo. È la dimostrazione che i conformisti del politicamente corretto sono affetti da imbecillità di gregge, non analizzano le questioni lessicali ma le trasformano in pretesti per polemizzare con chi rispetta il dizionario nella convinzione che addolcire le espressioni verbali per apparire più chic sia una idiozia. Perfino il vernacolo più colorito è più digeribile, perché più spontaneo, delle frasi di cui si è appropriata la imbecillità di gregge. Chiudo con un altro esempio. Quando una persona, di entrambi i sessi, è stanca di vivere una situazione sbotta: ne ho pieni i coglioni. Roba maschile. Mai sentito una fanciulla dire: ne ho piene le ovaie. E allora dove è il sessismo? Il popolo vince sempre sul piano della conversazione, poiché il linguaggio corrente viene dal basso e non dall'alto degli imbecilli. Il posteriore si può definire culo, come quello del bicchiere, oppure sedere, ciononostante culo rimane.

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