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Coronavirus, Vittorio Feltri: "Perché Sgarbi può dire tutte le ca*** che gli pare, il Covid non anticiperà il carnevale"

Vittorio Feltri
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Cara Sorrentino, pubblichiamo volentieri il tuo pezzo anche se non lo condividiamo, convinti come siamo che Vittorio Sgarbi abbia il diritto di dire urbi et orbi qualsiasi cosa pensi. È un uomo colto e anticonformista, non vedo per quale ragione debba tacere solo perché ha convinzioni opposte alle tue, pur rispettabili. Rammento che i filosofi greci, i soli che abbiano raccontato cose originali, intervenivano su tutto lo scibile umano che conoscevano.

 

Sgarbi può non piacere, però non gli si può impedire di essere se stesso e di affrontare qualsiasi argomento sebbene di carattere diverso dalla sua specialità in campo dell'arte. Giusto che tocchi ai medici discutere di Covid, tuttavia ti faccio notare che non mi sono mai imbattuto in due virologi che siano d'accordo tra loro. Bisogna allora ammettere che in materia di virus pure gli scienziati abbiano le idee confuse, tant' è che finora non sono stati capaci di trovare un vaccino che sollevi l'umanità dall'incubo di infettarsi. Pertanto sono convinto che il mio omonimo, Vittorio Sgarbi possa affermare ciò che gli garba, quand'anche si trattasse di cazzate.

 

Una più una meno, la realtà non cambia. A parte il fatto che sospetto che egli sia nel giusto, e muterò il mio giudizio soltanto quando la verità sul Covid sarà conclamata. Non mi pare che la questione sia stata chiarita. C'è chi ritiene che la mascherina sia indispensabile, e a me ciò sembra una cretinata, specialmente se essa si usa in casa o all'aria aperta allorché non si soffi sul collo di un passante. Lavarsi le mani risponde a una norma igienica che prescinde dalla minaccia del virus. Tu sostieni di essere curiosa di verificare se, quando uscirà il vaccino, qualcuno sparerà ancora sulla scienza. Sta di fatto che l'antidoto non c'è per cui il tuo interrogativo per ora è insensato.

L'unico medico di cui bisogna avere stima è quello che ti guarisce, gli altri sono come i geometri. Si valutano in base al loro operato. In ogni caso, cara amica, io preferisco avere torto con Sgarbi che ragione con Arcuri.

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