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Paolo Becchi, il rischio di un nuovo lockdown e il silenzio dei media: "Imitiamo Donald Trump"

Paolo Becchi

Paolo Becchi - Giovanni Zibordi
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 Si ricomincia con la distruzione di negozi e di attività commerciali e cercando di impedire ai cittadini una vita decente, in Lombardia, Lazio, Campania... Queste nuove forme di lockdown arrivano anche se decessi classificati come Covid sono circa 90 al giorno di media, e quelli in cui la malattia è la causa primaria molti meno. L'età media dei morti da Covid è sempre 80 anni e la maggioranza ha già tre patologie come mostrano i dati dell'Iss. Nessuno però in Italia si oppone sui grandi media e a livello politico, a differenza di quello che avviene in America dove il presidente Donald Trump non teme di prendere posizione e dichiara che i lockdown per Covid-19 sono «unscientific» e stanno distruggendo inutilmente milioni di vite.

In America per capire se uno è repubblicano o democratico guardi se indossa la mascherina all'aperto. I repubblicani e i sostenitori di Trump sono per riaprire tutto e non credono molto alle mascherine da portare ovunque e i democratici invece le hanno incollate alla faccia anche quando non c'è nessuno intorno e chiudono attività e scuole. Ad esempio, in California il governatore Newsom mantiene restrizioni di vario genere quali il coprifuoco e dice che vieterà anche la festa di Halloween (che avviene all'aperto). In California però non ci sono decessi, gli ultimi dati provenienti dalla contea di Los Angeles vedono, su dieci milioni di persone, un solo decesso alla settimana! Come si giustifica allora l'imposizione di chiusure e divieti? Il sospetto è che dopo il 3 novembre gli Stati governati dai democratici come la California se vincerà Biden di colpo si accorgeranno che non c'è bisogno di lockdown.

 

 

In Italia destra e sinistra, governo e opposizione sono invece simili, chiudono di nuovo in Lombardia dove c'è la Lega e in Campania dove c'è il Pd e tutti i leader (ora anche Salvini) si presentano in pubblico sempre con mascherina, a differenza di Trump e dei repubblicani i quali, in generale, sono sempre stati antipatici ai grandi media italiani, che dai tempi di Reagan li dipingono come rozzi cowboys, ignoranti e privi di cultura. la mascherina giusta Prendiamo però il tema delle mascherine. A questo proposito l'Associazione Medici e Chirurghi Americani, Aaps, ha sul suo sito un documento lungo e dettagliato intitolato: "Mask Facts". È impossibile riassumerlo qui, ma il tono è critico, spiega che solo le mascherine N95 servono se perfettamente aderenti, che quelle di stoffa sono da evitare e ci sono molte controindicazioni in termini di salute. Conclude che è impossibile che milioni di persone indossino solo quelle corrette per tutta la giornata e l'evidenza statistica sul fatto che abbiano inciso sui contagi è molto dubbia. La conclusione è: «L'uso continuo di mascherina per una popolazione di persone sane non è supportato dall'evidenza e comporta diversi rischi critici».

Sembra quindi che Trump quando parla di mancanza di evidenza scientifica abbia il sostegno nella comunità medica. Si dirà però che in Italia si tornano a riempire le terapie intensive. In realtà al momento i ricoverati in Ti sono 700 e le terapie intensive in Italia hanno oltre 7mila posti. A differenza di quest' estate quando erano vuote, si leggono ora interviste a medici della Ti che parlano del fatto che hanno pazienti tra i 40 e i 65 anni in cura, mentre i morti da Covid sono quasi tutti tra gli 80 e i 90 anni con già diverse patologie. Ad esempio, in Emilia-Romagna ieri i decessi sono stati 5, avevano 92, 87, 89, 100 e 88 anni. Età media 91,2. L'età media degli infettati è oggi invece 47 anni, per cui non si vede la relazione tra le migliaia di contagi e i pochi decessi. In ogni caso bisognerebbe allora a tutti i costi evitare i contagi degli anziani malati, individuarli e consigliare loro di stare in casa fino alla primavera, o uscendo con molta prudenza e predisponendo consegne a domicilio con opportuni "bonus".

Sui giornali invece appaiono interviste a noti personaggi, che hanno o hanno appena passato un tumore e che si sentono a rischio e invitano tutti gli altri a stare chiusi in casa dopo il lavoro. Tutto il contrario di quello che si dovrebbe fare. l'asiatica e il '58 Nel 1957-58 in Italia come nel resto d'Europa arrivò "l'Asiatica" che si stima nel mondo abbia causato da 1 a 4 milioni. Dato che la popolazione mondiale era minore di un terzo rispetto ad oggi fu quindi molto più letale della Covid-19, forse anche di tre volte. Nel caso però delle epidemie precedenti non venivano calcolati giorno per giorno i decessi attribuibili al virus, perché c'erano tante altre cause di mortalità e perché non era considerato il problema dominante della società. In Italia il 1958 fu anzi l'anno migliore del famoso boom economico con una crescita straordinaria del Pil, tutti continuarono a lavorare e vivere e negli ospedali si cercò di curare i malati come meglio si poteva. Come tutte le altre pandemie di questo secolo poi scomparve. Qui rischiamo di scomparire noi. 

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