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Vittorio Feltri a Papa Francesco: "Perché tace sulla diffamazione subita da Angelo Becciu?"

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Ogni giorno il Papa predica, e fa bene: è il suo mestiere. Affronta il problema della immigrazione, difende i poveri e i derelitti, non c'è argomento sociale che egli non tocchi. Sembra Landini, il sindacalista più scatenato del mondo. Naturalmente non intendo criticare il Pontefice che ha il diritto e forse anche il dovere di sollecitare i cristiani ad essere coerenti con il Vangelo. Io da non credente poi non posso occuparmi delle cose della Chiesa, pure perché mi interessano poco e niente. La questione che mi pongo è un'altra. 

 

Di recente sua Santità ha praticamente preso a calci nel sedere il cardinale Becciu accusandolo di reati infami: tra l'altro di aver distratto somme ingenti girandole ad amici e parenti. Il porporato è stato degradato e cacciato quale ladro incallito. L'operazione mi è parsa strana, affrettata nonché abbastanza disgustosa. Soprattutto poco credibile. Per cui ho indagato e scoperto, tramite documenti inoppugnabili, che lo scandalo è una gigantesca montatura nella quale ha avuto una parte fondamentale il periodico L'Espresso che si è adoperato, forse in buona fede, affinché il povero Becciu fosse lapidato a vantaggio di altri figuri sfuggiti alla giustizia. 

Si dirà che Francesco è stato ingannato, vero. Poiché però di tutta la faccenda lo abbiamo informato noi di Libero, egli avrebbe dovuto avvertire l'esigenza di commentarla, e di intervenire per ristabilire la verità. Invece è stato zitto e continua a tacere come se diffamare un cardinale innocente fosse un peccatuccio da educande. Ammetto che il nostro quotidiano non è una sacra scrittura, tuttavia se produce delle carte idonee a sostenere il reale svolgimento dei fatti, al capo della cristianità spetterebbe il compito di prenderne visione agendo di conseguenza. Ci auguriamo che il Papa si decida a dare una occhiata alla nostra denuncia e ne dia una valutazione serena, magari accertandosi se il fesso sono io o chi ha confezionato il pacco che ha massacrato Becciu, uomo integerrimo e prete dalla testa agli alluci. 

 

Quanto a L'Espresso, non ci stupiamo del suo silenzio. Quando la stampa calpesta un escremento se ne vergogna e tenta disperatamente di pulirsi le suole, sperando di farla franca. Conosciamo i vizietti della nostra categoria e, allorché la realtà sarà acclarata, nessuno pagherà il conto dal momento che il settimanale è di sinistra. Proprio come Bergoglio. P.S. Proponiamo al direttore Marco Damilano - che personalmente stimo e per esperienza mi è noto come sia inevitabile fidarsi di sottoposti maramaldi - l'occasione per ripristinare la reputazione di uomo ferito per manovre di basso rango e ridare dignità all'Espresso. Risponda alle nostre 12 domande, numero apostolico idoneo alla faccenda, e farà un piacere anche a se stesso.

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