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Laura Ravetto insultata perché passa con la Lega? Il silenzio del centrosinistra

Lucia Esposito
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Qualche giorno fa Laura Ravetto insieme ad altri due colleghi di Forza Italia, Maurizio Carrara e Federica Zanella, ha lasciato il partito di Silvio Berlusconi per traghettare verso la Lega. Accade spesso che i politici - come ha scritto Vittorio Feltri - in un momento di difficoltà abbandonino il vascello che affonda per approdare verso lidi più sicuri. I voltagabbana, considerati traditori o eroi a seconda della prospettiva da cui li si osserva, hanno scritto pagine della storia d'Italia e, in linea con la tradizione nazionale, dall'inizio dell'anno hanno cambiato casacca 89 deputati e 42 senatori per un totale di 131 onorevoli sgusciati da un partito all'altro suscitando un interesse prossimo allo zero. Ma si dà il caso che tra gli ultimi transfughi ci fosse anche Laura Ravetto che ha tre colpe imperdonabili, tre peccati originali (a cui se n'è aggiunto un quarto). la colpa imperdonabile Primo: è donna.

 

 

Secondo: è bella, di una bellezza sfrontata che lei - giustamente - esibisce con orgoglio considerato anche che a un passo dai cinquant' anni sembra abbia trovato l'algoritmo che neutralizza il tempo. Basta sfogliare la sua pagina Instagram per imbattersi nei suoi bikini mozzafiato, nei primi piani del suo décolleté che ha ammesso di aver rifatto e nelle sue gambe che non finiscono mai. Terzo peccato (il più grave di tutti): è di destra. Il quarto peccato è che, non paga di aver militato per anni nelle fila degli azzurri, dopo aver attraversato i fulgidi anni dell'era berlusconiana, invece di ravvedersi, redimersi e finalmente appendere la casacca là dove sentilmentalmente batte il suo cuore, cioè a sinistra, (la Ravetto ha sposato nel 2016 il dem Dario Ginefra) ha fatto la sciagurata scelta di diventare leghista.

Ecco allora che il combinato disposto bella e leghista, si trasforma in un lasciapassare (con salvacondotto) agli insulti, alle becere insinuazioni e a una volgarità sessista camuffata da satira. In questi giorni in cui l'attenzione è concentrata su tutte le donne vittime di violenze in un Paese in cui purtroppo la parità deve essere stabilita dalla legge perché le opportunità sono pari esclusivamente nel nome di un ministero (è di ieri il dato che solo quattro donne su dieci sono economicamente indipendenti) impressiona il silenzio delle signore femministe che chiudono gli occhi e pure le orecchie davanti a quello che sta succedendo in questi giorni alla leghista Laura Ravetto. Qualche giorno fa Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una vignetta firmata da Mario Natangelo in cui un Berlusconi contrito, commentando la scelta della deputata, dice: «Peccato, era brava la Ravetto, sapeva fare quella cosa con la lingua che».

Saremo bacchettoni e forse anche un po' dure di comprendonio ma a noi questa frase non fa affatto ridere e neanche sorridere. Fa inorridire. Non è satirica ma offensiva e sessista (essendo la signora una donna come poteva diventare parlamentare? L'equazione è sempre quella: è donna, è bella, è di destra eccetera eccetera). Una frase "da denuncia" l'ha definita Rita Dalla Chiesa anche lei colpita dal silenzio «delle femministe stile Boldrini che tacciono sempre quando ad essere attaccate sono delle donne di centrodestra». palate di fango Un silenzio imbarazzante a cui - a dire il vero - le donne di centrodestra sono assuefatte: «Guardate, la Meloni sta diventando calva», scrisse nei mesi scorsi sui social una donna, l'ex sindaco di Rho del Pd Paola Pessina. Anche in quel caso nessuno fiatò. E forse proprio incoraggiato dal silenzio colpevole e quindi complice delle femministe, il vignettista del Fatto ha ritenuto di dover spiegare meglio il concetto della lingua.

 

 

In un'altra striscia disegna ancora Berlusconi che chiarisce: «Ma che cosa avete capito? Nella precedente vignetta ho detto che Ravetto è "brava con la lingua" perché guardate che cosa sa fare....». Sciorina lo scioglilingua dell'arcivescovo di Costantinopoli che si disarcivescovizza e poi la battuta finale alla Ravetto: «Stai zitta che sei andata con Salvini e resti 'na mign**ta». Una mig***a, proprio così. Da qui i siti si sono scatenati e hanno cominciato a frugare nel passato della Ravetto scavando fango a palate con un accanimento e un odio incomprensibili. E spiegabili solo tornando lì, ai quattro peccati originali di Laura: donna, bella e che per ben due volte ha scelto di stare a destra.

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