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Pietro Senaldi, "gli immigrati tornano in massa": dati alla mano, neanche Covid e freddo li fermano

Pietro Senaldi
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Il 2020 non sarà ricordato solo per la pandemia ma anche per la ripresa degli sbarchi di immigrati irregolari sulle nostre coste. L'Italia è chiusa agli italiani, che per tutto il periodo natalizio non possono lasciare la propria Regione, e nei giorni festivi neppure il comune, ma aperta ai clandestini. Malgrado mesi di chiusura totale e l'esplodere del coronavirus, che ha paralizzato i trasporti, l'anno scorso i profughi arrivati in Sicilia sono triplicati rispetto al 2019: 34mila contro 11mila. È uno degli effetti negativi del cambio di governo. Quando al ministero dell'Interno c'era Matteo Salvini, ma anche, prima di lui, il dem Marco Minniti, dalla Libia partivano meno barconi di disperati. Oggi salpano con scadenza quotidiana. L'ultimo dell'anno sono approdati a Lampedusa venti tunisini. Il giorno prima erano partiti dalla Libia in 169, salvati dal naufragio da un'imbarcazione delle organizzazioni non governative. E subito il primo gennaio altri 96, sempre intercettati dai volontari prima che naufragassero. C'era da aspettarselo; mentre un anno e mezzo fa ai migranti veniva impedito lo sbarco, o comunque si cercava di rimpatriarli o redistribuirli altrove, oggi essi sanno di trovare all'arrivo un esecutivo che li accoglie a braccia aperte.

 

 

NONOSTANTE VIRUS E FREDDO
 Con il governo giallorosso, e la sua inesistente politica estera, se non fosse dilagato il virus l'Italia di oggi sarebbe identica a quella di Letta e Renzi, con i centri d'accoglienza stracolmi, avventurieri, talvolta pregiudicati, che gestiscono l'inserimento degli extracomunitari, e orde di giovani africani che girano senza meta per le strade con il telefonino in mano e qualche euro di diaria in tasca. L'eliminazione dei decreti sicurezza di Salvini, di cui il governo si è vantato ai quattro venti, ha agito come un magnete nell'attrarre nuovi disperati, quasi tutti dall'Africa. Era da parecchio che le navi delle organizzazioni sanitarie, ormai libere di sostituirsi agli scafisti nel traghettare i migranti sulle nostre coste, non battevano il Mediterraneo anche a dicembre e gennaio e il fatto che il traffico sia intenso perfino in inverno non è benaugurante per l'anno appena iniziato, che, di questo passo, si candida a infrangere il record di arrivi irregolari. L'aumento degli sbarchi è dovuto anche al fatto che ormai la maggioranza dei profughi non è composta da persone che fuggono da guerre o carestie e, per arrivare in Italia, affrontano un viaggio lungo e pericoloso. Il 38% degli immigrati giunti l'anno scorso proviene dalla Tunisia e compie una traversata più breve e meno rischiosa. Si tratta di persone che non scappano dalla fame ma sono più semplicemente in cerca di maggior fortuna, come qualsiasi migrante economico. Tra di loro, c'è anche quel curioso equipaggio sbarcato l'estate scorsa a Lampedusa, in tenuta da bagnanti e con barboncino al guinzaglio. Libero venne criticato per aver pubblicato la foto che immortalava quegli immigrati. Fummo accusati di perderci nei dettagli. Si trattava invece di un'immagine che documentava un fenomeno che sarebbe esploso di lì a poco.

DIRITTI SEMANTICI
Ma contro l'ideologia non c'è realtà che tenga. I fanatici dell'immigrazione selvaggia sono pronti ad accogliere chiunque, a prescindere. Poiché per legge possiamo dare asilo solo ai profughi che fuggono da guerre o carestie, la sinistra chiama "profugo" chiunque arrivi, dandogli così il diritto semantico al permesso di soggiorno. Appartiene a questa filosofia talebana la recente sentenza di un tribunale italiano che ha stabilito che chiunque scappi dal Covid può venire liberamente nel nostro Paese; che, per chi non si ricordi, è quello dove il virus ha fatto più morti in rapporto alla popolazione e l'ultimo che riuscirà a vaccinare i propri cittadini. Anche per quanto riguarda la profilassi, peraltro, il commissario Arcuri ha già detto che gli immigrati ne hanno diritto quanto gli italiani. Perciò nessuno. Prima ancora di procurarsi dosi minime di siero e di organizzarsi per inocularlo, l'ineffabile fac-totum di Conte ha già dispensato vaccini agli extracomunitari. Finirà che la cittadinanza italiana sarà il maggior ostacolo alla profilassi.

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