Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Matteo Renzi, "In fondo è il male minore": Pietro Senaldi, perché bisogna tifare per l'ex premier contro Conte

Pietro Senaldi
  • a
  • a
  • a

Non siamo stati mai dei tifosi di Matteo Renzi. Siamo convinti che forse sarebbe convenuto anche a lui non far partire il Conte bis, che non gli ha portato particolari consensi. Pensiamo anche che tutte le sofferenze che l'avvocato pugliese gli sta procurando adesso siano in un certo senso la giusta punizione per il leader di Italia Viva. Il fiorentino ha contribuito infatti a condannarci al triste spettacolo di un governo incapace e che si sta comportando in modo irresponsabile davanti alla pandemia. Ma dopo aver fatto queste doverose premesse, onestà intellettuale ci impone di riconoscere che l'ex rottamatore ha tutte le ragioni di questo mondo oggi nell'attaccare il premier. Ci piacerebbe che non si accontentasse di un rimpasto di ministri e neppure di un cambio di guida all'interno della medesima maggioranza. Sogniamo la caduta del governo, ma siamo realisti e ci crediamo poco. Confessiamo però che considereremmo un sollievo anche se il capo di Italia Viva riuscisse solo a liberarci di qualche personaggio discutibile che proprio non ci azzecca con gli incarichi di responsabilità e a piazzare tre o quattro nuovi ministri almeno decenti per rinforzare l'Armata Brancaleone che ci sta guidando.

 

 

LA LISTA
La storia è nota e facilmente riassumibile. Matteo sostiene che questo governo sta fronteggiando male la pandemia, ancor peggio la profilassi, e non ha un programma economico in grado di risollevare l'Italia, il cui Pil boccheggia a -10%. Per questo minaccia di ribaltare il tavolo e chiede un'inversione di rotta. Non possiamo non essere d'accordo con lui. Salvini, Meloni e Berlusconi dicono le stesse cose da tempo, divergendo solo sulle soluzioni politiche. I detrattori di Renzi, che guarda caso stanno con lui al governo, sostengono che egli si agiti tanto solo per aumentare il proprio potere e portare acqua, e voti, al mulino del suo partito. L'interessato nega e sostiene di essere pronto a immolarsi solo per il bene dell'Italia. La questione è irrilevante. Per guidare, bisogna avere almeno una mano sul volante e pertanto è solo meritorio che un politico si batta per avere più spazio d'azione. Quel che conta, sono i contenuti e, se scendiamo nel dettaglio, si può dire che più di una tra le critiche specifiche di Renzi è valida.

L'uomo vorrebbe abolire il reddito di cittadinanza e i navigator, si chiede perché ci sono solo due miliardi per la formazione dei giovani ma ben cinque per finanziare il cash-back e come mai Arcuri, dopo aver fallito su tamponi, mascherine e banchi a rotelle debba occuparsi anche dei vaccini oltre che, a tempo perso, dell'ex acciaieria Ilva. Sostiene che tre miliardi al turismo siano troppo pochi per un settore in ginocchio e che dovrebbe trainarci verso il futuro e non capisce perché i soldi dell'Europa, quando e se arriveranno, saranno in gran parte impiegati per finanziare progetti vecchi e non per l'operazione rilancio. Infine, non gli garba la gestione di scuola e trasporti durante il Covid e non capisce perché, se il governo è composto da quattro partiti, il pallino sia in mano a una sola persona, che non appartiene e non vuol rispondere a nessuna delle forze che lo sostengono e si relaziona solo con qualche fedelissimo.

MALE MINORE
Insomma, l'ex premier dice tutto bene, bisogna solo vedere se poi farà anche tutto bene, cosa che non gli capita sempre. Molti a sinistra sono infastiditi del fatto che, rappresentando il 2-3% degli italiani, stando ai sondaggi, egli strepiti così tanto mentre quando vantava il 41% non tollerava che i partitini ostacolassero il suo cammino. C'è del vero, ma a noi fa più impressione assistere alla pavida indolenza del Pd, un ex partito di grandi ambizioni e vocazione popolare che si presta a fare da reggi-moccolo a Conte e usa l'abisso in cui, anche per colpa dei dem, sta precipitando l'Italia come scusa per non provare neppure a invertire la rotta. C'è una classe politica che si sta facendo scudo dell'epidemia per governare oltre i limiti della Costituzione, che semina panico tra la gente per rafforzare il proprio potere e coprire le proprie inadeguatezze e che non ha nessuna idea su come fronteggiare il presente, tanto da non azzardarsi neppure a immaginare il futuro.

Renzi ne sta mettendo a nudo tutte le debolezze. Per risposta, M5S e Pd lo accusano di voler avere voce in capitolo e di fare sciacallaggio sulle macerie. A noi poco interessa di questo rinfacciarsi reciproco di responsabilità. Assistiamo solo alla catastrofe e siamo impressionati dalla totale mancanza di rispetto che chi ci comanda, e il fiorentino in questo momento ci comanda meno degli altri, ha nei confronti dei cittadini, che da domani si sveglieranno senza sapere se possono andare a scuola, aprire il ristorante o spostarsi di città il giorno dopo. Molti sostengono che Renzi si stia agitando tanto perché, dopo aver fatto nascere un governo disastroso, vuole intestarsi la paternità di un migliore esecutivo prima di presentarsi agli elettori. Ebbene se ci libererà dell'attuale disastro e dopo guadagnerà qualche voto, sarà il male minore. Saranno comunque meno di quelli di Salvini, Meloni e Berlusconi.

Dai blog