Quale futuro

Una proposta per Marta Cartabia: è l'ora di istituire i tribunali della famiglia

Il problema di un giudice specializzato, competente a trattare tutte le controversie che concernono i minori e, più in generale, la famiglia, si trascina irrisolto da molti anni. I Tribunali per i minorenni, istituiti dal regime fascista nel 1934, appaiono sempre più inadeguati ed anacronistici. Dopo aver vissuto una lunga e meritoria stagione, contribuendo al progresso della legislazione in tale settore e svolgendo una incisiva tutela dei minori soprattutto in ambito civilistico, i Tribunali minorili sono sempre più nell'occhio della critica e sono stati messi in discussione sotto il profilo dottrinario e giurisprudenziale. Con riferimento alla materia civile il minore va considerato ormai come un soggetto giuridico a pieno titolo, con una sua precisa soggettività e personalità.

 

 

Non è sufficiente l'ottica di mera protezione insita nelle leggi che lo riguardano, ma occorre promuovere una cultura che sia in grado di rendere la loro tutela effettiva, tempestiva ed incisiva. Quanto alla materia penale, non può certamente soddisfare il fatto che per i reati da loro commessi i minori sono sottoposti al giudizio dei Tribunali minorili, mentre per i reati in loro danno, sempre più numerosi ed inquietanti (si pensi alla pedofilia ed ai maltrattamenti di ogni genere), la competenza passa ai Tribunali ordinari, con totale stravolgimento della procedura applicabile. Quanto infine alla materia cosiddetta amministrativa, attinente ai minori che, senza commettere reati, mantengono una "condotta irregolare" (così la legge del 1934), si tratta di aspetti ormai superati.

 

 

Potrei aggiungere altri importanti argomenti: la separatezza funzionale fra giudici ordinari e giudici minorili, la lontananza territoriale dei Tribunali minorili allocati nel capoluogo regionale, il rapporto non esattamente definito tra giudici di carriera e giudici onorari operanti nei Tribunali minorili, l'assenza di un albo specializzato per consulenti ed avvocati, il ruolo ibrido dei servizi sociali, l'assenza di un organo in grado di fungere da garante del minore quando è in conflitto di interessi con i propri genitori.

Aggiungo solo ed evidenzio la mancanza, nel nostro Paese che pure vanta una grande fantasia al riguardo, di un giudice specializzato per la famiglia, nonostante che la famiglia costituisca il primo nucleo di formazione delle nuove generazioni e che il minore ne sia solo uno dei componenti. È il tempo infatti di un giudice specializzato e formato, che sia in grado di maneggiare gli strumenti giuridici, ma che sappia andare anche a fondo nelle vicende umane sottoposte alla sua attenzione e seguirne l'evoluzione fino alla concreta soddisfazione dei diritti in gioco; che sia competente a comprendere le condotte, attento all'ascolto, con attitudini miti, capace di relazionarsi con i servizi e con le strutture di mediazione del territorio, decidendo in tempi ragionevoli. È indispensabile pertanto un tribunale per la persona, i minorenni e le relazioni familiari, con composizione multiprofessionale, con funzioni esclusive in materia civile, penale e amministrativa: anche perché si parla da tempo di una "lenta eutanasia" dei Tribunali per i minorenni.

A partire dal 2002 (su iniziativa dell'allora Ministro della Giustizia Castelli) è iniziato un lento cammino per avviare a soluzione positiva il problema, con la convergenza delle varie forze politiche presenti in Parlamento. Purtroppo il Governo Renzi, nella precedente legislatura, scelse di inserire la normativa in un DDL dal titolo "Delega al Governo recante disposizioni per l'efficienza del processo civile", in tal modo compromettendo la possibilità di pervenire ad una legge che almeno sul punto appariva in linea con gli umori della maggioranza del precedente Parlamento: di qui l'approvazione da parte della Camera e lo stallo in Senato, con conseguente decadenza dell'iniziativa per la fine della legislatura.

La neo Ministra della Giustizia, Prof.ssa Cartabia, potrebbe dunque riprendere il discorso e portarlo alla definitiva e positiva conclusione, anche perché si tratta di un'iniziativa attinente alla giustizia civile in linea con i postulati e le sollecitazioni che provengono dall'Europa. Quali le ragioni che la rendono assolutamente meritevole di attenzione è presto detto: sintonia con non poche esigenze prospettate dall'Associazione Nazionale dei giudici minorili; utilizzo, con i giudici di carriera, dei giudici onorari, il cui apporto è necessario ed irrinunziabile. C'è da augurarsi che sia la volta buona. 

di Bruno Ferraro
Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione