Ora basta

Pietro Senaldi contro Mario Draghi: "Meglio chiudere il Parlamento", così ammazzano l'Italia

Pietro Senaldi

Orchestra nuova, vecchia musica. Il governo Draghi chiude tutto fino a data da destinarsi, come quello Conte. Per marcare la differenza, lo annuncia 48 ore prima; allegria. Siccome il premier di oggi tiene più alle forme rispetto al suo predecessore, la serrata nazionale non sarà imposta per decreto presidenziale bensì per decreto legislativo, ovverosia ne porta la responsabilità tutto l'esecutivo e non solo il suo capo, meno vanesio e quindi più furbo di Giuseppe. Chi sa, fa, come dimostra l'apertura del nostro giornale a opera di Lorenzo Mottola sulle nazioni che, pur provando a rimanere in qualche modo aperte, hanno avuto meno contagi e meno lutti. Chi non sa che fare invece, impedisce a tutti ogni azione che non sia passare dal divano al supermercato e ritorno.

 

 

Siccome si è capito che il lockdown ammazza l'economia, SuperMario, chiamato per rivitalizzarla, non può battezzare così le norme restrittive che saranno in vigore da lunedì, però nella sostanza la situazione non sarà molto dissimile da quella del maggio scorso. E questo vale anche per i ristori, che arriveranno la prossima settimana, ma saranno magri tendenti all'anoressia. Rispetto a un anno fa, la novità di maggior rilievo è che i politici ora sembrano più spaventati dei cittadini. Vogliono scavalcare la fila e fare i vaccini prima degli altri sostenendo che lo fanno non per interesse loro ma per fare un piacere agli italiani, che non possono fare a meno del lavoro dei parlamentari, tuttavia non riescono a essere convincenti. Probabilmente gli elettori, pubblico pagante ma ignorato del teatrino parlamentare, preferirebbero che Palazzo Madama e Montecitorio si somministrassero, anziché il siero, la medesima medicina che impongono alla collettività e chiudessero.

 

 

ROMPERE LE RIGHE
I compiti del governo sono due: vaccinare e scrivere il piano di investimento degli aiuti economici che, forse, giungeranno dall'Europa. Per realizzare entrambi, il Parlamento è quasi inutile. Draghi ha affidato l'organizzazione della profilassi all'esercito, che si interfaccia direttamente con i medici. Quanto al piano di rilancio, sono state individuate delle squadre extraparlamentari di specialisti che non faranno toccare palla ai partiti. Non che non ci siano altre emergenze di cui occuparsi, dalla giustizia all'immigrazione clandestina, ma l'ordine di scuderia è lasciare le patate bollenti a raffreddarsi nel loro brodo, per non affondare l'Arca di Noè della maggioranza gravandola di temi divisivi. Insomma, se il Parlamento si mette in zona rossa e, anziché le scatole, rompe le righe per un po', gli italiani non se ne avrebbero a male.

 

 

E se proprio vogliono vaccinarsi nonostante tutto, prima di congedarsi, gli onorevoli potrebbero sfilare in favore di telecamera offrendo il braccio a una siringa di Astrazeneca, il prodotto che terrorizza molti italiani e li fa rinunciare alla profilassi dopo la notizia della morte di due militari che erano stati inoculati. Non ci sono prove al momento di una relazione tra iniezioni e decessi e il governo assicura che il siero è sicuro, cosa di cui noi di Libero siamo fermamente convinti. Forse non lo è altrettanto Speranza, che sul vaccino ci ha messo la faccia ma non la pelle. Eppure un gesto eclatante servirebbe più di mille parole per fermare la fuga dal vaccino, che è assurda ma è la diretta conseguenza dell'opera di spargimento del terrore portata avanti dal governo per un anno.

 

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Per poter chiudere tutto i giallorossi hanno per prima cosa chiuso il cervello delle persone, spaventandole fino a fare perdere loro ogni razionalità. Oggi raccolgono i cocci. Il Covid ha una letalità dello 0,4%; se anche, cosa improbabile, la morte dei due militari vaccinati fosse dovuta al prodotto di Astrazeneca, visto che in Italia esso è stato somministrato a un milione e mezzo di persone, iniettarselo in vena resta comunque molto più sicuro che restare in casa non immunizzati sperando di non contagiarsi.