Parola al direttore

Vittorio Feltri contro Elsa Fornero: "Difende i giovani, ma senza aiutarli". L'ultimo flop dell'ex ministro

Vittorio Feltri

Elsa Fornero, già ministro da me apprezzato del governo Monti, oggi è una editorialista della Stampa di Torino, un bel giornale. Ieri ha scritto un articolo intitolato così: "Nessuno difende giovani e precari". E aggiunge che tutto sommato lo sciopero generale era motivato perché le classi povere vengono trascurate dai programmi di governo. Naturalmente anche le opinioni più sbagliate, comprese quelle della professoressa in pensione, non sono da trascurare completamente, in quanto contengono elementi di verità. Vorrei solo far notare ai lettori che da anni, da sempre, non si parla che di giovani in cerca di lavoro che non trovano, di precari che non riescono ad ottenere un posto fisso e di poveri condannati a vivere in miseria.

 

 

Ma citare problemi senza suggerire delle soluzioni significa soltanto perdere tempo. Molti ragazzi sono disoccupati per una drammatica circostanza: non hanno mai imparato un mestiere che apra loro la possibilità di guadagnarsi uno stipendio sufficiente per campare. L'apprendistato infatti è stato eliminato e non c'è un cane che acquisisca le nozioni per svolgere l'attività dell'idraulico, dell'elettricista, del saldatore eccetera. A Bergamo, per esemplificare, servono 600 camionisti e non ne salta fuori uno che consegua la patente di guida, benché la paga superi 2000 euro. Quanto ai precari il discorso non è molto diverso. Sono tali soltanto coloro il cui ruolo è quello di manovale, tipico di chi è privo di qualsiasi, pur minima, specializzazione. Bisogna aggiungere che la scuola italiana di tipo basico è totalmente sganciata dal mondo produttivo, pertanto non fornisce alle imprese braccia utili. Non ho mai visto un elettrotecnico o un perito chimico che non sia richiesto da qualche azienda.

È falso dire che scarseggiano le opportunità di impiego, semmai scarseggiano coloro in grado di impiegarsi. Per andare alla piaga della povertà, occorre ricordare alla signora Fornero che non è una caratteristica di questi tempi. Anzi. Negli scorsi decenni i miserabili erano molto più numerosi, benché più inclini, rispetto a quelli odierni, al sacrificio. Abitavano in stamberghe senza bagno e spesso senza nemmeno il water, dormivano in dieci in una stanza. Oggi alloggiano in edifici popolari trascurati purtroppo dagli enti pubblici, ma almeno dispongono di due o tre vani e combattono la fame grazie al reddito di cittadinanza. La gente deve rendersi conto che per stare bene è necessario impegnarsi, rimboccarsi le maniche e la sera andare a letto stanchi.

 

 

Nessuno regala niente e aspettare gli oboli pubblici non è dignitoso e non assicura un avvenire decente. A proposito del debito pubblico crescente bisogna solo affermare che è inevitabile il rosso nei bilanci dello Stato, se questo incassa meno dal fisco di quanto non spenda in bonus distribuiti a destra e a sinistra. La maggioranza delle famiglie del nostro Paese se dispone ogni mese di 2000 euro non può investirne in consumi 2500, altrimenti a fine d'anno è sotto di 6000 euro e dopo un decennio il suo passivo sale a 60 mila e deve vendere anche i tappeti per pareggiare il conto della serva. I politici romani invece scialacquano denari che non hanno, e il risultato è sotto gli occhi di chiunque li abbia aperti.