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Vittorio Feltri contro Papa Bergoglio: "Roba odiosa, e ti chiami Francesco?". A valanga

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Vittorio Feltri
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 Il nostro Papa spesso dice cose sorprendenti, per usare un termine gentile, e ciò nonostante risulta simpatico e spesso è piacevole sentirlo parlare. Ma qualche volta, anche se non lo critichiamo per una forma di rispetto, ci lascia quantomeno perplessi. Ieri per esempio ne ha detta una talmente grossa che non la salta neppure un cavallo. Egli, quale premessa al suo ennesimo discorso, ha sostenuto che bisogna aiutare i bambini in difficoltà e, se del caso, occorre adottarli per garantire loro un futuro sereno, una esistenza scevra di sofferenze. Fin qui come si fa a non essere d'accordo con Bergoglio?

 

 

Ma c'è un seguito. Il Santo Padre nella foga della sua dissertazione si è lasciato andare a una considerazione inaccettabile. Rivolgendosi a tutti noi ha raccomandato: basta prendere in casa cani e gatti, serve provvedere a curare bimbi e bimbe, assicurando loro un focolare domestico in grado di garantire ad essi una crescita felice. Mi domando in che cosa consista il contrasto tra gli animali domestici e l'accoglienza di una creatura umana rimasta orfana. A me risulta, in base alla esperienza, che si possano ospitare nella propria magione sia dei fanciulli sia dei mici e dei botoli, tutto ciò senza problemi.

 

 

Difficilmente chi non ama le bestie riesce ad amare un figlio, specialmente se adottivo. Io e mia moglie abbiamo avuto quattro eredi e il quinto lo abbiamo accolto e ancora oggi che ha oltre 50 anni lo invitiamo al nostro desco, nessun sacrificio. Al tempo stesso nella abitazione che abbiamo acquistato c'è sempre stato posto anche per cani e gatti e perfino per una lumaca. Infine, ricordiamo al Papa che si chiama Francesco, il nome del santo che più di ogni altro aveva grande amore per le bestie, addirittura per un lupo che egli provvide a sfamare e a rendere mansueto. Caro Bergoglio perdoni se l'abbiamo colta in contraddizione, se le capita l'occasione chieda scusa per aver attaccato i "gattolici" praticanti e i cinofili i quali hanno sperimentato che chi miagola e chi abbaia ha delle connotazioni simili a quelle di un pargoletto. O si amano le creature di Dio o non si amano. Le ami anche lei senza fare odiose distinzioni.

 

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