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Vittorio Feltri sta con Matteo Salvini: ognuno è libero di muoversi, vada dove vuole

Vittorio Feltri

Io sarò anche un buzzurro bergamasco ma non riesco a capire per quale arcano motivo Matteo Salvini non possa recarsi a Mosca per fare quattro chiacchiere con Putin. Quasi tutti i politici italiani, appresa la notizia che il capo della Lega ha manifestato il proposito di andare al Cremlino per discutere con Vladimir di guerra e pace, si sono scatenati in una polemica virulenta: no caro leader leghista, tu in Russia non ci puoi andare. Perché? Perché no.

 

 

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Una motivazione debole, francamente. Se un politico del nostro incasinato Paese decide di fare un viaggio ad Amsterdam o a Stoccolma, va bene, affari suoi, se invece preferisce quale meta turistica scegliere la capitale rossa non può fare di testa sua. Deve avere il permesso, prima di intraprendere il viaggio, di Draghi, Letta e altri tromboni. Ma come si fa a impedire a un nostro concittadino, per quanto impegnato nelle istituzioni, di agire secondo la propria volontà? Salvini è un uomo libero e può trasferirsi in qualsiasi luogo del pianeta senza l'autorizzazione del governo e del Parlamento. Per quanto riguarda i risultati che il Capitano potrebbe ottenere grazie alla sua trasferta nella ex Unione sovietica, questo è un altro discorso.

 

 

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Può darsi che egli non riesca a cavare un ragno dal buco, visto che Putin non è un personaggio di secondo piano, ma non si può escludere a priori che riesca a ottenere un risultato incoraggiante. Chi è in grado di fare previsioni di questo genere? Letta? Sottovalutare un uomo politico quale Salvini è peggio che sopravvalutarlo. Anche nei negoziati contano i risultati, sui quali si giudicano le persone e non sulle ipotesi. Matteo vada dove vuole e parli con chi gli garba. Staremo a vedere cosa otterrà. Impedirgli di salire su un aereo e di atterrare a Mosca con l'intento di discutere con Putin della guerra mostruosa in corso, significa esercitare un potere ostativo che confligge con le regole democratiche.