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Lombardia

Caso Ruby: Loddo, ero in questura per fermo Karima

12 Novembre 2012

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Milano, 12 nov. (Adnkronos) - L'ex meteorina Miriam Loddo, svela di essere stata in questura la sera del 27 maggio 2010 quando l'allora minorenne Ruby venne fermata dagli agenti di via Fatebenefratelli. Della sua presenza negli uffici milanesi, pero', non c'e' alcuna prova "ne' testimoniale, ne' documentale" come sottolinea in aula l'accusa.

"Confermo pienamente che quella sera sono entrata in questura senza essere identificata ", dice con un filo di voce la testimone della difesa del processo Ruby che vede imputato l'ex premier Silvio Berlusconi. Dopo avere ricevuto piu' di una telefonata di Michelle Conceicao e nonostante avesse la febbre, la testimone racconta di essere entrata in questura e "nessuno mi ha chiesto niente".

Prima di arrivare negli uffici di via Fatebenefratelli, sottolinea di avere telefonato a Berlusconi perche' Ruby, precedentemente conosciuta dalla Loddo, "mi disse di avere 24 anni e di essere nipote di Mubarak".

Proprio la parentela con l'ex presidente egiziano convince la Loddo a mettere al corrente del fermo il premier. "In questura mi hanno detto che Ruby era minorenne e che era marocchina. Ho chiamato Berlusconi ed e' rimasto perplesso. 'Come e' minorenne? In Italia si diventa maggiorenni a 18 anni e lei ne ha 24', mi disse".

L'ex meteorina riceve 2.500 euro al mese dall'ex premier, e racconta di essere stata piu' volte ad Arcore. Di fronte alle domande incalzanti di Ilda Boccassini, la show girl insiste di essere stata la sera del 27 maggio 2010 in questura, nonostante della sua presenza non ci siano testimoninanze.

Quanto alla sua diponibilita' di andare negli uffici di via Fatebenefratelli nonostante conoscesse poco Ruby, la Loddo replica: "sono una persona di cuore, sono una madre. Sono fatta cosi'. Io - conclude - mi commuovo anche davanti ad un cartone animato".

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